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Corte dei conti. Slot e mafia, per Sel «si sono accaniti su Borghi perché le contrastò»

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GROSSETO – “I sequestri di slot machine e sale bingo e gli arresti di queste ore dimostrano che la Toscana non è immune alle infiltrazioni camorristiche e che il gioco d’azzardo costituisce una zona d’ombra in cui il confine tra legalità e illegalità è sempre più labile. I rischi e i costi sociali connessi al gioco d’azzardo sono ormai insostenibili, nell’indifferenza della politica su cui grava il peso delle lobby del gioco d’azzardo”.

Così Marco Sabatini, coordinatore provinciale SEL Grosseto e membro della segreteria regionale, commenta i sequestri e gli arresti anticamorra avvenuti in queste ore in diverse regioni italiane, tra cui la Toscana.

“Anche nel nostro territorio – prosegue – proliferano le ‘macchinette’ e sono sempre più diffusi i mini casinò (uno degli ultimi aperto proprio nella nostra provincia, ad Albinia), nonostante la piaga sociale delle ludopatie e l’allarme lanciato da diverse organizzazioni come Libera. Tutto ciò a pochi giorni dalla sentenza della Corte dei Conti che condanna l’ex sindaco di Gavorrano, Massimo Borghi, a pagare ben 16.000 euro per un giorno di ritardo nella consegna dell’aspettativa dal lavoro necessaria per la sua candidatura a sindaco. Giova, a questo proposito, ricordare la sua esperienza amministrativa che lo ha visto in prima linea nel contrasto proprio alle ludopatie con una ordinanza, storica, con la quale veniva ridotto l’uso delle slot in quel comune. E giova, purtroppo, anche ricordare il peso che questa decisione ha avuto quando l’allora sua maggioranza ha scelto di dimettersi in blocco, dando inizio ad un calvario politico amministrativo, oltre che personale, che ancora persiste”.

 

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