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Ungulati: pieno sostegno dal Pd. Lav: «È una legge sparatutto»

FIRENZE – «Una legge obiettivo sulla gestione degli ungulati selvatici è la soluzione migliore per fronteggiare una vera e propria emergenza, dal Pd c’è piena condivisione e sostegno». È l’opinione unanime dei consiglieri regionali Pd Leonardo Marras, Gianni Anselmi, Stefano Scaramelli, Marco Niccolai, espressa durante la seduta odierna dell’assemblea toscana, a margine dell’intervento dell’assessore all’agricoltura Marco Remaschi relativo all’emergenza ungulati.

Riformare urgentemente la normativa regionale e i regolamenti venatori, mettere in campo come Regione Toscana azioni specifiche per la gestione del fenomeno e la mitigazione delle problematiche relative alle zone poste in divieto di caccia: sono i punti di una risoluzione Pd, presentata dal capogruppo Leonardo Marras e approvata dal Consiglio regionale, che ribadisce la condivisione del gruppo al percorso avviato da Remaschi verso una legge obiettivo specifica.

«Apriamo una fase importante di contrasto al problema, da sostenere non soltanto insieme ai cacciatori, basata su controllo e prevenzione; positiva inoltre la massima collaborazione istituzionale messa in campo tra Regione, Ministero dell’Ambiente e Ministero delle Politiche agricole». ha commentato Marras.

A favore del provvedimento anche Forza Italia. «Sull’ormai drammatico proliferare di ungulati nella nostra regionedice il capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai, finalmente assistiamo da parte della maggioranza al cambio di approccio che chiedevamo da anni. Per questo votiamo sì all’atto di indirizzo che oggi ci è sottoposto ma intendiamo vigilare per garantire la sua effettiva applicazione e traduzione in atti».

Cirtiche invece dalla Lav. «Una delle proposte dell’assessore Remaschi è di creare un marchio DOP per la carne di cinghiale toscana, cosa che contribuirebbe pesantemente a creare quel ‘sistema cinghiale’ che ormai la Regione Toscana sostiene da tempo, basato non su un effettivo interesse alla riduzione del numero, ma ad accontentare le voglie di abbattimenti dei cacciatori e le varie sagre paesane».

«Se immettiamo la carne di cinghiale sul mercato con tanto di marchio DOP creiamo un aggiuntivo interesse economico alla proliferazione di questi animali che si va ad aggiungere ai foraggiamenti abusivi da parte dei cacciatori e alle immissioni di esemplari non autoctoni effettuate in tempi passati, senza considerare che la caccia in braccata è proprio una delle cause riconosciute di questa stessa proliferazione per l’effetto di alterazione dei branchi e di rimbalzo riproduttivo”, dichiarano Massimo Vitturi, responsabile nazionale Fauna Selvatica LAV e Giacomo Bottinelli, consigliere nazionale LAV.

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