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Migranti, anche da Grosseto sostegno alla “Marcia delle donne e degli uomini scalzi”

Venerdì 11 settembre la Fondazione Il Sole ospita (ore 16.30) una manifestazione dedicata alle “Testimonianze di profughi dall’oltre Europa”, a sostegno della “Marcia delle donne e degli uomini scalzi” che un gruppo di registi, attori, musicisti e intellettuali ha promosso nello stesso giorno nel cuore della Mostra del cinema a Venezia, dove come spesso fanno i profughi marceranno a piedi scalzi con l’obiettivo di far riflettere l’opinione pubblica su flussi migratori, accoglienza e politiche d’integrazione. Una marcia promossa, fra i tanti, da personalità come Lucia Annunziata, Don Vinicio Albanesi, Marco Bellocchio, Elio Germano, Gad Lerner, Marco Paolini, Roberto Saviano, Toni Servillo, Jasmine Trinca, Fiorella Mannoia, Frankie Hi Nrg, Ascanio Celestini, oltre a Amnesty International Italia, Cgil Nazionale, Emergency, Arci, Acli, Terres des Hommes, Mani Tese e Medici Senza Frontiere.

A Grosseto – dalle 16.30 alla Fondazione il sole – a sostenere le ragioni di tolleranza, accoglienza e integrazione ci saranno le voci di quattro uomini e donne profughi da zone di guerra o di povertà estrema ospitati nei centri della Maremma, che racconteranno la loro esperienza di passaggio dall’oltre Europa al nostro Paese. Quasi delle ‘istantanee’ dal grande esodo da mondi lontani, che nessuna telecamera può raccontare meglio di chi lo ha vissuto sulla propria pelle. A promuovere quest’occasione di conoscenza e confronto sono stati Cgil, Arci, Caritas e Fondazione Il Sole, cui hanno risposto davvero tante realtà cittadine.

«Quest’iniziativa – spiega Claudio Renzetti, segretario della Cgil maremmana – è nata in pochissimo tempo sotto la pressione degli eventi, con l’obiettivo di dare un punto di riferimento a tutti quanti non vogliono arrendersi alla logica dell’egoismo e del razzismo xenofobo, ma vogliono capire e farsi carico di un fenomeno epocale che durerà nel tempo, e che non troverà soluzione ignorandolo. È bastato un giro di telefonate per avere tante adesioni e condividere la scelta di dare voce a chi la tragedia dell’essere profugo la vissuta in prima persona».

All’incontro hanno dato la propria adesione: Emergency Grosseto, Amnesty International, Coop Uscita di Sicurezza, Istituto Gramsci, Fondazione Bianciardi, Fondazione Grosseto Cultura, Uisp, Anpi Comitato provinciale Grosseto, Cesvot, Isgrec, Rete studenti medi Grosseto, Legacoop, Parrocchia di Santa Lucia, Comitato festeggiamenti Barbanela, Forum dei cittadini del mondo, Cisl, Uil, Svs Grosseto, Anpas Grosseto, Humanitas Roselle Istia e Batignano, Centro sociale buddista Grosseto, Chiesa evangelica Battista, Associazione Rosa Parks, Centro donna, Associazione Macramè Scansano, L’Altra Città, Libera,

Associazione giovani musulmani Grosseto, Chiesa evangelica battista, Chiesa pentecostale, Comunità islamica, Comunità rumena, Comunità moldava, Comunità africana. Altri stanno aderendo….

La manifestazione grossetana sostiene le richieste dei primi necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:

• certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
• accoglienza degna e rispettosa per tutti
• chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
• creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

IL TESTO DELL’APPELLO DELLA “MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI”

E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.

Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.

La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà. E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

Venerdì 11 settembre lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi. In centinaia cammineremo scalzi fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Ma invitiamo tutti ad organizzarne in altre città d’Italia e d’Europa.

Per chiedere con forza i primi tre necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:
• certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
• accoglienza degna e rispettosa per tutti
• chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
• creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino.
Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.

 

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