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Imu e Irap agricola, Cia: «Bene abolizione, ma non arrivino altri rincari»

GROSSETO – «È con soddisfazione che abbiamo accolto le misure annunciate dal presidente Renzi e dal ministro Martina che il 2016 sarà l’anno della svolta fiscale per il settore primario con l’abolizione dell’Imu agricola e dell’Irap agricola. Manovre che se, il condizionale purtroppo è d’obbligo, saranno portate a compimento daranno respiro al reddito praticamente ridotto all’osso degli agricoltori». Lo afferma il vicepresidente regionale e presidente di Grosseto Cia-Confederazione Italiana Agricoltori Enrico Rabazzi.

«Proprio perché il settore agricolo, più di altri, ha dimostrato in questi anni il suo valore strategico sotto il profilo economico, occupazionale e anche per quanto riguarda la salute dei cittadini e dell’ambiente, riteniamo che le volontà annunciate dal Governo consentano di dare una spinta a un settore che è al collasso – prosegue -. Tuttavia poiché in questi anni le promesse sono state tante e i risultati non sempre sono stati quelli annunciati, e poiché gli agricoltori hanno bisogno di certezze per una sana gestione imprenditoriale, chiedo chiarezza in merito a due punti da noi ritenuti strategici. Il primo è che il Governo dimostri la sua determinazione a far uscire questo settore da una crisi drammatica iniziando con l’abolizione della rata Imu con scadenza a dicembre: pagare la prima rata, per molte aziende oramai al collasso è stato impossibile, mantenere in vita la seconda sarebbe proprio una beffa. Altra questione da chiarire è come verrà applicato il taglio dell’Irap».

«Se la politica vuol essere credibile questa tassa dovrà essere abolita a costo zero, cioè senza “ritocchi” ad altre voci, pratica purtroppo molto comune nel nostro paese, che di fatto renderebbe nullo qualsiasi vantaggio, inoltre chiediamo che il taglio venga in maniera equa e trasversale senza escludere alcuna tipologia di assunzione. D’altronde se la volontà c’è, anche in momenti di crisi, i risultati si possono avere come dimostra la buona politica messa in atto dal comune di Arcidosso che ha deciso una riduzione del 50% per le attività non domestiche. Un modo per sostenere concretamente, e non solo a parole, il mondo delle imprese – conclude Rabazzi -. L’agricoltura  per poter riprendersi e affrontare le nuove sfide dei mercati ha bisogno che le misure annunciate vengano attuate al più presto e che vengano applicate senza ingegnosi balzelli che rientreranno dalla finestra. Ora la politica può dimostrare che davvero ha a cuore il nostro settore, noi aspettiamo e controlliamo».

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