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Su Ravi l’Uncem chiarisce e “scagiona” il comune. «L’Ufficio si può salvare»

GAVORRANO – Si ridimensiona la vicenda sul ricorso al Tar del comune di Gavorrano contro la chiusura dell’ufficio postale di Ravi. A chiarire la situazione è l’Uncem, l’Unione dei comuni montani della Toscana che insieme all’Anci, ha promosso l’azione legale a tutela degli enti locali in tutta la Regione.

A parlare è lo stesso avvocato Roberto Melani, il legale che ha l’iter delle richieste dei comuni, che spiega i tempi e i modi di presentazione del ricorso, ma soprattuto solleva l’amministrazione comunale di Gavorrano rispetto alla responsabilità di un errore nella presentazione dei documenti necessari.

«Non è che il Comune di Gavorrano non abbia presentato ricorso per motivi aggiunti – scrive l’avvocato – : non l’ha ancora notificato ma è – come del resto tutte le altre amministrazioni comunali da me assistite – ancora ampiamente nei termini per farlo. Non è rientrato nella tornata della Camera di Consiglio del 3 settembre perché, come altri circa 25 Comuni, non è riuscito a farmi avere tutta la documentazione che avevo richiesto entro gli ultimissimi giorni del mesi di luglio, ultima data utile per poter procedere alle notifiche prima della sospensione delle ferie giudiziarie. Del resto i termini erano oggettivamente ristrettissimi anche in considerazione della macchina burocratica pubblica che necessita di tempi più dilatati rispetto ai normali rapporti fra privati e, soprattutto, per la scelta di Poste Italiane di emettere un provvedimento all’approssimarsi del periodo di sospensione feriale».

«I ricorsi per i Comuni che, per motivi più vari, non sono rientrati nella tornata del 3 settembre scorso verranno (laddove completato l’invio della documentazione da me richiesta) passati alla notifica nelle prossime ore con richiesta di provvedimento cautelare provvisorio. Ovvio che le ordinanze di sospensiva spieghino i loro effetti solo tra le parti interessate né in alcun modo vincolino il Magistrato ma l’autorevolezza del precedente così ravvicinato nel tempo consente un oggettivo ottimismo in merito all’accoglimento della domanda cautelare anche nei confronti di quelle amministrazioni la cui posizione non è stata discussa lo scorso 3 settembre per cui confido che l’incomoda per i Comuni non oggetto delle ordinanze dovrebbe protrarsi per breve periodo. Infine è altresì ovvio che io abbia agito nei ricorsi innanzi ai Giudici Amministrativi non come incaricato di Anci né di altri enti ma come legale incaricato dai singoli Comuni che mi hanno conferito espresso mandato».

Sulla vicenda è intervenuto poi anche il presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani. «Quella del 4 settembre è stata una vittoria dei territori montani rurali e disagiati, delle comunità e dunque della democrazia. A dimostrazione del fatto che non è giusto prendere decisioni scaricando sulle spalle dei cittadini tutto il peso delle conseguenze di tali scelte. Come Uncem abbiamo portato avanti una battaglia pesantissima che aveva come unico obiettivo quello di non permettere l’ennesima riduzione di servizi essenziali al cittadino, e abbiamo coinvolto anche la Regione e l’Anci per avere ancora più peso».

«Ovviamente – aggiunge Giurlani – la nostra battaglia non è ancora finita: sta arrivando la seconda tranche dei ricorsi per motivi aggiunti dei Comuni, che in ogni modo ricordo hanno tempo fino al 30 settembre per notificare l’atto presso il TAR e, forti della prima ordinanza cautelare, siamo pronti a tenere viva l’attenzione sulle nostre realtà per garantire il servizio universale. Questa seconda tranche è dovuta a una tempistica ristretta per permettere la trattazione prima del 7 settembre, giorno in cui Poste avrebbe fatto partire le chiusure degli uffici postali interessati, e alla conseguente mole di lavoro: ciò ha portato a due momenti diversi per la presentazione dei ricorsi sulla cui intenzione, però, è sempre stata manifestata la volontà politica di procedere, fin dall’inizio da parte dei Comuni che hanno avviato la pratica. Ovviamente accanto allo strumento del ricorso, UNCEM, Anci  e Regione insieme ai Comuni coinvolti hanno tentato e continuano a tentare anche la strada del confronto politico, e speriamo che Poste – chiude Giurlani – possa cambiare il suo  atteggiamento in un futuro prossimo».

Adesso si riaprono le speranze per l’ufficio di Ravi, che da stamattina è chiuso, così come previsto dal piano di riorganizzazione delle Poste. Difficile fare previsioni sui tempi, ma è quasi certo l’orientamento rispetto alla sospensiva visto che il Tar della Toscana si è espresso in modo chiaro già il 3 settembre scorso.

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