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Poste: ordinanza Tar. Fratelli d’Italia: «I fatti ci danno ragione»

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – «Con la sentenza del Tar di Firenze che ha condannato Poste al pagamento di 1.500 euro delle spese per la chiusura dell’ufficio postale di Buriano e la riduzione dell’orario a Punta Ala si conferma l’illegittimità delle scelte di Poste SpA. Avevamo già denunciato in una mozione, approvata dalla Camera i problemi che quel piano industriale avrebbe creato, un piano contrastato da molti sindaci, amministratori locali e cittadini che penalizza i piccoli Comuni, i pensionati, gli anziani, le categorie deboli della società». Ccosì scrive in una nota l’onorevole Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia.

«Ora i fatti ci danno ragione e il ricorso al Tar di alcuni amministratori ha trovato man forte nelle iniziative parlamentari di cui siamo stati promotori mesi fa. Per questo reputiamo necessario che il Governo intervenga sull’azienda affinchè rispetti il servizio postale universale. Si tratta di una società solida, che si permette di investire 70 milioni di euro in quote Alitalia. Ecco, invece che volare con la compagnia di bandiera e cedere alla tentazione della finanziarizzazione, rimanga con i piedi per terra e garantisca i servizi minimi ai cittadini, come ritirare pensioni e poter fare raccomandate senza doversi trasferire con i mezzi di trasporto in un altro comune. In fondo se Poste Italiane SpA è ricca lo deve a tutti noi utenti».

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