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Falso made in Italy: Coldiretti Grosseto al Brennero per impedire l’entrata di prodotti contraffatti

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GROSSETO – Domani, lunedi 7 settembre 2015, dalle ore 9,30, migliaia di agricoltori della Coldiretti, provenienti da diverse regioni, si ritroveranno al valico del Brennero per denunciare gli effetti dei ritardi e delle omissioni dell’Unione Europea che favoriscono le speculazioni che stanno provocando l’abbandono delle campagne con effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia e sull’ambiente.

Coldiretti Grosseto sarà presente con i propri vertici con a capo delegazione il direttore provinciale Andrea Renna che ha sottolineato: “Saremo presenti anche noi come Coldiretti Grosseto insieme a tutta la dirigenza della Coldiretti Toscana ed alcuni dei nostri giovani imprenditori per lanciare, ancora una volta, il grido di allarme che auspichiamo sia utile a fermare i traffici di una Europa che chiude le frontiere ai profughi e le spalanca ai traffici di ogni tipo di schifezza alimentare”. Autobotti, camion frigo, container saranno verificati senza tregua dagli agricoltori per smascherare il “finto Made in Italy”, dai prosciutti ai pomodori, ma anche il commercio di surrogati e sottoprodotti che abbassano la qualità, come le polveri di latte e le cagliate da utilizzare per fare formaggi Made in Italy al posto del latte vero senza indicazioni in etichetta.

L’iniziativa si svolge contemporaneamente alla mobilitazione dei giovani agricoltori della Coldiretti che a Bruxelles mostreranno le tante schifezze spacciate come Made in Italy per chiedere un impegno piu’ forte dell’Unione Europea. L’appuntamento è a partire dalle ore 9,30 alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea a Rue du Marteau, 7-15, 1000 Bruxelles, in occasione del vertice straordinario dei Ministri Europei dell’Agricoltura.

“In assenza di regole sulla provenienza e sulle caratteristiche dei prodotti, – conclude Renna – la concorrenza sleale è insostenibile con prezzi riconosciuti agli agricoltori che sono scesi al di sotto dei costi di produzione con la drammatica chiusura delle aziende e senza alcun beneficio per i consumatori”.

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