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Contro le Poste una vittoria dei sindaci e di tutta la Maremma fotogallery

GROSSETO – Non c’è ancora da festeggiare, ma la vittoria ottenuta dai sindaci al Tar della Toscana contro Poste Italiane e contro il piano di riorganizzazione che in provincia di Grosseto avrebbe portato alla chiusura di dieci uffici periferici, è davvero un punto di partenza importante.

Una vittoria che ha visto in prima linea i primi cittadini maremmani con un’azione congiunta con l’Anci (l’associazione nazionale dei comuni italiani), con l’Uncem (l’unione dei comuni montani) e la Regione Toscana. Un bel segnale di unità in un momento in cui le tensione politiche spesso portano a contrapposizioni forti e strumentali.

La Maremma, così come spesso ci siamo detti tante volte, funziona se si muove tutta insieme come un unico sistema così come sarebbe potuta essere la nuova Provincia, un ente a servizio dei Comuni in grado di rappresentare con un sola voce gli interessi del nostro territorio.

Non dimentichiamo poi anche il sostegno e l’impegno dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil, delle associazioni di categoria, del mondo delle imprese.

Il primo traguardo è stato raggiunto così con l’impegno di tutti. Adesso il Tribunale amministrativo regionale ha sospeso il provvedimento di Poste Italiane e i giudici fisseranno l’udienza per discutere nel merito del piano di riorganizzazione. I tempi molto probabilmente non saranno brevi e intanto i dieci uffici che lunedì 7 settembre sarebbero stati chiusi per sempre rimarranno aperti.

«È un importante risultato in attesa della decisione nel merito – dice Giancarlo Farnetani sindaco di Castiglione della Pescaia che nel suo territorio rischiava di perdere due sportelli, a Buriano e Punta Ala – perché gli uffici dovranno continuare a garantire il servizio essenziale a tutti i nostri cittadini che ringrazio, a nome anche della mia maggioranza, per la partecipazione al percorso di lotta contro la scellerata decisione di Poste Italiane, ad ANCI e UNCEM e al Presidente della regione Rossi. Un grazie anche alle organizzazioni sindacali e dei consumatori. Grazie a tutti».

Sindaci soddisfatti per ora, ma pronti a dare ancora battaglia e confrontarsi con Poste. «Siamo molto contenti che il Tar abbia sospeso il piano perché questo consentirà agli  uffici di restare aperti. Asettiamo la fissazione dell’udienza e a questo punto aspettiamo che Poste apra il tavolo che aveva promesso dove ci sarà il confronto con le istituzioni. La strategia è stata per ora vincente perché quando si condividono le battaglie ovviamente si hanno risultati migliori rispetto alle rivendicazioni dei singoli».

Anche il capogruppo Pd in consiglio regionale Leonardo Marras, che aveva partecipato insieme ai sindaci alla manifestazione di Firenze contro le chiusure saluta questa decisione del Tar come un’opportunità per il futuro, per trovare una soluzione definitiva con Poste.

«Una battaglia vinta, scrive Marras – Il Tar accoglie il ricorso e congela il provvedimento di chiusura degli uffici postali periferici. Un grande risultato che ci incoraggia e ci offre la possibilità di trovare un’intesa. Adesso Poste fermi definitivamente il piano di razionalizzazione e, insieme a Regione e ANCI prosegua la contrattazione per arrivare a soluzioni innovative che garantiscano la permanenza dei servizi postali nei piccoli centri».

Da Gavorrano arrivano anche le parole dell’opposizione che stamattina ha organizzato una manifestazione di protesta a Ravi. Parole di ringraziamento per tutti i sindaci tranne quello di Gavorrano.

«Salutiamo – scrivono del Centrosinistra eBene Comune – questa prima vittoria della mobilitazione dei cittadini e dei Sindaci per impedire la chiusura degli Uffici Postali. Ringraziamo i Sindaci di Castiglioni, Scansano, Roccastrada, Capalbio e tutti quelli che si sono mobilitati insieme ad Uncem e Anci. E’ grazie a loro ed alla mobilitazione dei cittadini se Ravi forse si salverà. Il sindaco di Gavorrano, non presente alla manifestazione di Grosseto, non presente a quella di Firenze, come sempre delega ad altri con la speranza che qualche figura istituzionale risolva i problemi al suo posto».

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