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Poste di Talamone, no alla chiusura: «Non fermeremo la nostra protesta»

TALAMONE – «Le Poste Italiane vogliono sopprimere l’ufficio postale di Talamone nonostante l’impegno del sindaco Monica Paffetti, mio personale e di tutta l’amministrazione comunale. E’ un evento che ci preoccupa non poco. La chiusura è prevista per il giorno 7 settembre 2015. Il 2 settembre, saremo a Grosseto insieme agli altri comuni e ai sindacati  per protestare contro questa scelta scellerata e deprecabile di smobilitazione degli uffici postali dei piccoli centri della nostra provincia. L’iniziativa di presidio e di lotta è a sostegno del ricorso al TAR della Toscana promosso anche dal nostro Comune che il 3 settembre 2015 sarà discusso  a Firenze». Questo il pensiero di Walter Martellini assessore al patrimonio del comune di Orbetello.

L’intento è quello di proseguire nella protesta anche il 4 settembre, durante la manifestazione organizzata la Movimento Possibile insieme al comitato di cittadini, alla quale gli amministratori sono stati invitata a partecipare: «Non ci fermeremo. Protesteremo ancora e chiamiamo la popolazione alla mobilitazione con un nuovo presidio di fronte all’ufficio postale di Talamone. Talamone non può perdere questo servizio essenziale – aggiunge Martellini -. La funzione sociale delle Poste è strutturale alla vita del nostro paese e la perdita di un presidio storico tanto necessario per tutti ed in particolare per i pensionati e per le fasce più deboli della società è un evento di cui preoccuparsi».

«La mattina di alcuni mesi fa, quando abbiamo iniziato la battaglia contro la chiusura e  pacificamente abbiamo presidiato il nostro ufficio postale, ho colto nei volti dei cittadini quanto fosse importante la sopravvivenza dell’ufficio postale, per altro già penalizzato, alcuni anni orsono con riduzioni di apertura a tre giorni settimanali – precisa Martellini -. La frazione sarà pur piccola, ma di certo ciò non significa che si possa togliere arbitrariamente la dignità di cittadini».

«Devo purtroppo constatare che il disegno di politica aziendale delle Poste a livello nazionale e locale fa prevalere logiche economiche alle funzioni di tenuta sociale che anche servizi come quello postale garantiscono – prosegue -. Credo doveroso reagire come istituzioni e cittadini, non accettare passivamente e protestare con azioni concrete, contrastando una deriva che rischia di provocare gravi danni al nostro Paese».

«Contro chi non vuole ascoltare il grido di dolore dei cittadini di Talamone adotteremo comportamenti conseguenti. Pur essendo una persona ormai anziana, non mi rassegno a rinunciare alle mie idee in difesa dei più deboli e di un diritto al servizio pubblico sancito dalla Costituzione – conclude l’assessore -. Una cosa voglio aggiungere e che sia chiara per i miei concittadini: se perderanno il loro riferimento il loro presidio che siano consapevoli che a perdere sarà soprattutto la politica. Tanto dovevo, convinto di sostenere una causa giusta, nell’interesse precipuo della mia comunità».

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