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Manifestazioni gastronomiche, Ascom: «Servono stesse regole dei ristoranti»

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GROSSETO – «Nei ristoranti si seguono protocolli e regole molto stringenti per garantire la massima sicurezza alimentare. I professionisti del settore sono chiamati per legge a seguire numerosi e complessi protocolli che riguardano le normative igienico-sanitarie e le procedure di trattamento e conservazione delle materie prime. Ricordiamo che i gestori di pizzerie e ristoranti devono tenere sotto controllo l’ambiente di produzione, gli utensili, che devono essere costantemente puliti e igienizzati, l’acqua ed anche l’aria, veicolo di trasmissione di microrganismi. Tra le nuove disposizioni, da alcuni mesi c’è pure l’obbligo di segnalare nei menù la presenza di ingredienti allergeni. Le nostre strutture, inoltre, sono sottoposte a doverosi controlli da parte delle autorità competenti».

Queste le precisazioni che Ascom Confcommercio Grosseto vuole fare dopo la tragica vicenda di Follonica, dove una donna di 47 anni è deceduta, a quanto sembra, dopo aver cenato alla Festa del Pd.

«Riteniamo doveroso puntualizzare ancora che la donna non è deceduta dopo aver mangiato al ristorante, in quanto è fondamentale non cadere nell’allarmismo – dicono da Ascom – Si rischia di danneggiare i nostri ristoratori che con impegno e sacrificio si attengono alle pressanti norme in materia di somministrazione di alimenti e bevande. Come associazione di categoria siamo chiamati a difendere il loro lavoro».

Ed infine: «Ci rammarica dover sottolineare, specie dopo un fatto così drammatico e comunque in attesa di chiarimenti sulle cause del decesso, che non sempre nella ristorazione all’aria aperta, anche per ovvie questioni logistiche, è possibile garantire il giusto livello di sicurezza alimentare in favore della salute dei consumatori. Torniamo a chiedere di far rispettare ad ogni tipo di manifestazione gastronomica le stesse regole igienico-sanitarie, fiscali, contributive e di sicurezza alle quali sono obbligati bar e ristoranti. Non si può aspettare ancora, notizie come quella che abbiamo letto nei giorni scorsi mettono a repentaglio l’immagine della Maremma ed il futuro del comparto turistico».

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