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Il capogruppo lascia il Pd, ma non rompe. «Pieno sostegno al sindaco»

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GAVORRANO – Il Pd a Gavorrano perde un altro pezzo. E questa volta è un pezzo pesante. William Capra, capogruppo di maggioranza, lascia il partito che lo ha lanciato e inizia una nuova avventura politica sempre nel centrosinistra. Una scelta che però non sa di rottura, ma che certamente farà parlare dentro e fuori dalle stanze della politica gavorranese. Perché ormai da anni Capra è un riferimento dei “dem” anche come collegamento con gli altri rappresentanti istituzionali.

«Esco dal Pd perché mi sono sentito come un cliente che vorrebbe comprare un paio di scarpe da trekking e che invece quando apre la scatola si trova un paio di mocassini». Una metafora che spiega lo stato d’animo di Capra che ormai da qualche tempo non si riconosce più nel Partito democratico voluto da Matteo Renzi. Non si rinocosce in quel partito e neanche nelle varie minoranza che oggi fanno ancora parte dei dem. Un po’ come quel Pippo Civati, al quale Capra si era ispirato fin dai tempi dal congresso, che è uscito dal partito per dare vita ad un nuovo soggetto politico, Possibile. E infatti Capra ha da poco aderito al nuovo movimento entrando a far parte fin dalla sua costituzione del comitato delle Colline Metallifere di Possibile, che in provincia di Grosseto ha già altri punti di riferimento.

«La mia è stata una decisione sofferta soprattutto per i rapporti che a livello locale ho con tutti i rappresentanti del Pd e anche per questo voglio mettere subito in chiaro la mia posizione rispetto all’amministrazione comunale che sostengo e alla coalizione di cui ho fatto parte fino ad oggi come membro del Pd e di cui continuerò a fare parte anche domani come attivista di Possibile sul territorio». Nessuna rottura quindi da parte del capogruppo di maggioranza a Gavorrano che convintamente rimane fedele al mandato elettorale che ha ricevuto dal voto del 2013 e al programma di governo del territorio del sindaco Elisabetta Iacomelli, al quale lui stesso ha lavorato dando il suo contributo in termini di idee e progetti.

«Le motivazioni che mi hanno spinto a gettare la spugna partono dai famosi “101” che affossarono Prodi. Da allora il Pd ha perso l’orientamento. Secondo me si sta perdendo la consapevolezza di quello che sta succedendo. Si sta confondendo il mezzo con il fine. Ad esempio la riforma del Senato, delle Province, del Titolo V della Costituzione, sono strumenti che non possono essere azzerati solo perché funzionano male». Insomma critiche sui temi concreti e non una presa di posizione ideologica contro il “renzismo” in generale. «L’Italia riparte solo se riparte tutta insieme e queste riforme vanno nel senso opposto».

Lasciato il Pd intanto, dopo un vertice di maggioranza, a Capra è stata rinnovata la fiducia sia dal sindaco che dagli altri rappresentanti del Centrosinistra Unito per Gavorrano, per continuare a rivestire il ruolo di capogruppo in consiglio comunale.

Contemporaneamente Capra sta già lavorando per gettare le base sul territorio al nuovo soggetto Possibile e proprio in questi giorni sta promuovendo la raccolta di firme per gli otto quesiti referendari lanciati al Politicamp di Firenze.

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