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Massa, via libera al bilancio. Il sindaco: «è una manovra onesta»

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MASSA MARITTIMA – Approvato ieri in Consiglio Comunale, il bilancio di previsione annuale 2015 e pluriennale 2015-2017. Il documento è stato schematicamente illustrato dal sindaco Giuntini, che ha definito quello del 2015 «un bilancio onesto, in cui l’Amministrazione ha tenuto conto di tutti i fattori intervenuti a modifica della normativa in materia ed ha operato scelte che consentissero di agire, laddove era possibile. Innanzitutto è stata scelta una gestione cautelativa, considerato che la manovra virtuosa di rinegoziazione dei mutui già effettuata dal Comune ammontante a poco meno di 300.000 Euro, è stata vanificata da una successiva riduzione dei trasferimenti erariali di circa pari importo».

«Nella stessa logica, l’Amministrazione ha deciso di imporre una riduzione di spesa agli uffici, che hanno avuto a disposizione nei loro capitoli complessivamente circa 200.000 Euro in meno, rispetto alle cifre dagli stessi richieste. In secondo luogo- prosegue il sindaco- vista l’impossibilità attuale di diminuire la pressione fiscale,  si è deciso di potenziare e velocizzare il recupero dei crediti dei cittadini insolventi verso l’ente per i pagamenti di ICI, IMU e TARI, sperando di mettere in atto una manovra che induca in futuro comportamenti virtuosi da parte dei contribuenti».

«Oltre a ciò gli assessorati, sin dall’inizio del mandato hanno messo in atto manovre di riduzione delle spese, laddove era presente un margine di azione: con una gestione diversa, quest’anno siamo ad esempio arrivati a risparmiare sulle uscite per gli eventi dai 70.000 ai 100.000 Euro, cifra che conosceremo con esattezza non appena saranno concluse le varie rendicontazioni. Il 2015 è ad ogni modo un anno di transizione – prosegue Giuntini- e con lo stesso aggettivo possiamo definirne il bilancio, per vari motivi: innanzitutto la normativa ha imposto di passare dal “bilancio tradizionale” al “bilancio armonizzato”, con spostamenti di voci e capitoli che ne rendono più difficile la lettura. In secondo luogo, la normativa ci costringe a ricorrere ad anticipazioni di cassa che costano al Comune circa 60.000 Euro annui per interessi passivi».

«Ciò a causa di due fattori concomitanti: i forti ritardi nei trasferimenti al Comune, di risorse da parte degli altri enti finanziatori da un lato e dall’altro l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di pagare i fornitori entro 30 giorni, limite che rispettiamo pienamente. Da ciò deriva che un comportamento virtuoso dell’ente, per quanto riguarda i pagamenti, impone il ricorso ad anticipazioni da parte delle banche. Parliamo di transizione –spiega Giuntini- anche perché siamo alla fine del settennato di programmazione dei fondi europei, per cui le risorse più consistenti sono già state distribuite; c’è da dire però, che con il prossimo anno si aprirà il nuovo programma di assegnazione delle risorse e sicuramente per attrarle, sarà necessario pensare a progetti condivisi con altri comuni, poiché la linea dei bandi europei va in questa direzione. Dobbiamo poi considerare che sia le entrate da Oneri di Urbanizzazione, che quelle da alienazioni patrimoniali, risentono della crisi del mercato dell’edilizia e di quello immobiliare e quindi determinano minori entrate. C’è poi la questione del debito dell’Area Ex Molendi, per cui, a seguito della sentenza della fine dello scorso anno, pur proseguendo nella trattativa con la società, stiamo accantonando importanti risorse per far fronte al risarcimento del danno».

«Stiamo iniziando ad aggiornare gli strumenti urbanistici – conclude il sindaco –in modo da renderli più adeguati alle necessità di cittadini, imprese e professionisti. In ogni caso a Massa Marittima si respira un pessimo clima politico: si assiste ad un accanimento contro ogni autorizzazione concessa dall’ente, metodo con cui la minoranza cerca di farci passare come una consorteria farabutti. Questo modo di ragionare oltre ad essere falso e fuorviante non giova a nessuno, in principal modo alla comunità di Massa Marittima, poiché scoraggia i possibili investitori che, rischiando di trovarsi invischiati in continui indiscriminati esposti alla questura e quant’altro, migrano verso altri territori, in cui riescono a realizzare i loro progetti. In secondo luogo abbiamo intenzione di proseguire con l’acquisizione delle aree già bonificate dei compendi ex minerari della Syndial, acquistandoli a basso prezzo, rimettendoli poi sul mercato. Abbiamo anche deciso di attivare il riscatto dei diritti di superficie sulle aree PEEP (di edilizia popolare) ed infine, laddove si aprano spiragli. Vogliamo puntare, come si nota anche dal programma delle opere pubbliche, su ciò che abbiamo ribadito in campagna elettorale, ovvero sul miglioramento del decoro urbano, per rendere Massa un luogo più accogliente e attraente e cercare di contemperare le varie anime delle categorie che vi convivono, dai commercianti ai lavoratori del terziario, affinché ognuno senta nuovamente il senso di una comunità, perché crediamo che sia solo ritrovando questa cura, unione di intenti e piacevolezza, che la città e le frazioni possono tornare ad essere più attraenti e vivibili per turisti e cittadini ed è da queste basi fondamentali, che si può ripartire per attrarre visitatori e investitori e rialzare l’economia del nostro territorio”. Infine una nota amara da parte del Sindaco, riferita all’uscita dalla sala, durante la votazione del bilancio, da parte dei due consiglieri di minoranza presenti alla seduta, Santini e Meucci che hanno definito rispettivamente il documento “carente di idee nuove” e “privo di anima”: “noi per parte nostra cerchiamo di condividere e far funzionare bene le commissioni, accogliendo proposte anche dalle opposizioni e immancabilmente ci ricompensate con questa proliferazione di gesti eclatanti cui, correttezza istituzionale vorrebbe, si ricorresse solo in casi eccezionali. Credo che la prima a soffrirne, non sia la maggioranza, ma la comunità massetana che respira un clima di divisione e non ha la percezione di un lavoro unitario svolto per il bene comune, pur nella differenza anche marcata delle posizioni e delle prospettive. A mio avviso questo atteggiamento assume le tinte di una banale diatriba propagandistica, vuota di contenuti. Massa Marittima ha bisogno di aprirsi oltre le proprie mura e noi abbiamo bisogno di collaborare, e quindi chiedo nuovamente, specialmente ai capigruppo che si erano candidati a sindaci, di non criticare in modo sterile, ma di dire concretamente, che cosa farebbero loro, fornendo risposte reali sulle singole materie».

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