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Ex ospedale, Bonifazi «Chi critica, invece delle firme trovi i soldi per recuperarlo»

GROSSETO – «Il vecchio ospedale era ormai pericoloso e andava buttato giù, non capisco tutto questo scandalo». Il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi risponde così alle critiche dell’opposizione in merito all’abbattimento della struttura ormai fatiscente. «Stiamo parlando di una decisione presa in consiglio comunale, non nelle stanze chiuse di un partito. Quello che viene abbattuto è il 25% del vecchio ospedale, è solo una parte. L’intento è quello di riqualificare un’area da troppo tempo degradata».

«Così facendo – prosegue il sindaco – risaneremo tutta l’area adiacente all’università, creando un’area fruibile senza il rischio di prendersi in testa una tegola, cosa che ci aveva costretto a chiudere anche oparzialmente via Saffi».

«Ma poi si parla come se noi fossimo qui con un colpo di stato – precisa il primo cittadino -, questa è un’amministrazione eletta, che ha preso delle decisioni in un consiglio comunale mesi fa, mentre chi critica è gente che alle ultime elezioni non ha preso manco un voto, e nonostante ciò sembra che rappresentino il volere di chissà quanti cittadini».

«Quella che verra abbattuta è la parte più pericolosa e irrecuperabile – puntualizzano Bonifazi e l’assessore Giuseppe Monaci -, a meno che i soldi che servirebbero per ristruttuare rapidamente il tutto non li trovi qualche fenomeno capace solo di fare progetti a voce o di raccogliere firme per dar vita a qualche nuova carriera politica in cerca di appuntamenti e visibilità, visti gli insuccessi del passato. La realtà è che abbattiamo un’ala palesemente pericolante della vecchia struttura, che non è un bene tutelato dalla Soprintendenza, creando temporaneamente un giardino e successivamente lanciando un concorso di idee per una nuova edificazione coerente con il contesto architettonico e che conservi le cubature esistenti. Stiamo inoltre lavorando all’individuazione delle risorse per riqualificare tutto il resto della struttura per quasi 4 milioni di euro, salvaguardandone la destinazione pubblica, quest’ultima l’unica vera decisione che rispetta la storia e l’identità del centro storico; altro che gli appartamenti ipotizzati da qualcuno che poi si riempie la bocca di tutela e identità. In decenni di abbandono siamo i primi amministratori ad agire. Forse farlo quando recuperare era possibile e quando, soprattutto, i finanziamenti pubblici arrivavano copiosi, sarebbe stato lungimirante. Invece a noi tocca il compito più arduo che è quello di iniziare a spendere soldi di questi tempi essendo al contempo criticati da chi ha sempre tutte le soluzioni senza mai spiegare come realizzarle».

«Questo è solo l’inizio. Interverremo anche sul Garibaldi – precisa il sindaco – abbiamo fatto una valutazione, rifare il tetto e risistemare gli uffici costerebbe circa 300 euro, anche perché la struttura è sana e non pregiudicata da infiltrazioni, e quindi l’intenzione è quella di mettere a posto la struttura e trasferirci i vari uffici del Coeso che al momento sono disseminati in differenti strutture che ci costano, tra affitti e riscaldamento, 200 mila euro l’anno. Anche perché la sede di via Portogallo non è ancora pronta. I lavori per risanare il Garibaldi dovrebbero partire prima della fine del mio mandato».

Bonifazi rivendica con orgolgio la politica di riduzione degli affitti portata avanti sia a Grosseto, come sindaco, che come presidente della Provincia. «La biblioteca è l’unica struttura comunale per cui ancora paghiamo l’affitto. i lavori sul tetto realizzati alla ex Chelliana (350mila euro) che sono accompagnati dal progetto approvato per riqualificare tutto l’edificio a un costo molto minore rispetto a quello che ci era stato prospettato in passato. Vogliamo riportare la biblioteca in via Mazzini, il piano terra è più ampio di dove si trova adesso la Chelliana e gli interventi sui piani superiori possono essere fatti in un secondo momento, intanto però si risparmieranno decine di migliaia di euro l’anno di affitti».

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