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Il M5S sul taglio dei pini: «Alberi eliminati solo perché fastidiosi»

GROSSETO – «La lingua italiana è ricca di vocaboli, ognuno dei quali ha diversi significati e sfumature a seconda del contesto in cui lo si usa. Il dizionario della lingua italiana riporta accanto al verbo potare questa spiegazione: “Tagliare parte dei rami o delle radici di una pianta per favorirne la crescita o darle la forma desiderata”. Le interpretazioni sono diverse: si può potare un ramo, una serie di rami, un tronco laterale, si può, anche se sconsigliata, fare la “scalva”, ovvero tagliare proprio tutti i rami fino all’apice del tronco. Mai sentito però di una potatura dell’intero albero a livello del terreno: quello, sempre secondo l’articolata lingua italiana, è un taglio o abbattimento»Con questo inciso il M5S intende risponde all’assessore Giuseppe Monaci sulla vicenda del taglio della pineta.

«Non per essere polemici, ma il taglio dei pini per la sicurezza deriva da una corretta e costante manutenzione, come fanno per esempio i campeggi. Nella delibera si parla poi di pini dall’ampia e folta chioma, che seconda una logica alla portata di tutti sono alberi sanissimi e quindi non pericolosi. Allora perché nella suddetta delibera non si specificano quali interventi verranno fatti e da chi verranno decisi, e con quali criteri? – sono le domande dei pentastellati -. Il dubbio è confermato dall’abbattimento, proprio in questi giorni, di numerosi alberi alla cittadella dello studente, alberi in buona salute ma fastidiosi».

«Meglio tagliare che dover pulire i tombini dagli aghi, o dover potare per mantenere e dare forma. Un po’ come quelli che quando vanno in ferie invece di lasciare il cane a qualcuno lo mollano sull’autostrada, dove di sicuro ci sarà un “abbattimento”. Rapido, comodo e definitivo. Le parole, assessore hanno un preciso significato; usarle per chiarire i termini di una delibera che interessa tutti i cittadini e il verde pubblico non è opportuno, è indispensabile – concludono dal M5S -. Quali altre definitive “potature” dovremo aspettarci nei prossimi giorni? E, a proposito, il legno tagliato dove finisce?»

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