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Fontane usate come docce degrado e bivacchi «Ecco il quartiere 167»

FOLLONICA – «La 167 Ovest sta diventando un albergo gratuito per chi non sa dove trascorrere la notte». L’attacco è del consigliere di Forza Italia Sandro Marrini che parla di “Fontanelle usate come docce”. «Nel quartiere infatti si trova tutto il necessario e senza controlli si può tranquillamente lavarsi alle fontanelle di via Amendola, utilizzare i bagni chimici e dormire all’area aperta in uno dei tanti giardini, primo tra tutti quello della pista di calcetto in disuso da anni e quindi abbandonata e adatta ad ospitare chi non sa dove andare – prosegue Marrini -. Una situazione che sta diventando insostenibile, come raccontano gli stessi residenti della zona: in tutta la provincia stanno aprendo le casette dell’acqua, a Follonica, seconda città del Grossetano per numero di abitanti, ancora non se ne vedono nonostante gli annunci del gestore del servizio idrico e del Comune».

«E le fontanelle diventano punto di ritrovo di chi vuole lavarsi e non sa dove farlo, così dalla stessa cannella dove i follonichesi prendono l’acqua da bere c’è chi si sciacqua braccia, piedi e altro ancora. I bagni chimici – chiede ancora Marrini -? Bene installarli in giro per la città ma quando si mettono andrebbero tenuti in uno stato dignitoso e non farli diventare diffusori di cattivi odori. Poi la pista abbandonata: non sarebbe il caso di darla in gestione a qualche associazione sportiva, gruppo o altro, in modo che venga tenuta in uno stato decente e sopratutto utilizzata? Nel quartiere poi mancano i cestini dell’immondizia: essendo in vigore la raccolta differenziata i condomini hanno ognuno la propria postazione per la spazzatura, quindi per le strade non ci sono cassonetti, ma neppure piccoli cestini dove buttare per esempio le deiezioni dei cani. Ancora le strade, manca la manutenzione: poi una domanda all’amministrazione. Ma nessuno ha mai pensato che installare un arredo in mezzo ad una rotonda una statua di una ancora, appuntita, sarebbe stato pericoloso? Pensiamo se una moto sbandasse in quel punto, che cosa accadrebbe?».

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