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Consumi consapevoli e sana alimentazione. In Maremma si punta sulla qualità fotogallery

GROSSETO – Un distretto italiano biologico in Maremma. Proprio per questo Festambiente sta puntando fortemente, soprattutto in questa ventisettesima edizione del festival nazionale di Legambiente, sull’importanza che le produzioni biologiche hanno soprattutto nel territorio della provincia di Grosseto.

In Maremma un esempio significativo di grande offerta di prodotti bio ed ecologici è rappresentato dalla Biobottega, che sta riscuotendo un notevole successo proprio perché viene incontro alle esigenze dei consumatori sempre più attenti ai prodotti biologici e di qualità e alla modifica degli stili di vita in chiave sostenibile.

«Partiamo da Festambiente per cominciare a parlare dei distretti del biologico e della loro importanza sul territorio. Nell’anno in cui l’Expo ha rappresentato un’occasione mancata per mettere in vetrina produzioni bio partendo proprio dai territori e dai singoli produttori – ha spiegato Rossella Muroni direttore nazionale di Legambiente -, vogliamo come associazione realizzare una rete di distretti che faccia del biologico, e della messa in rete tra le aziende, un modello di sviluppo agricolo da cui partire, e punti sul lavoro qualificato per rilanciare la qualità dei territori».

«Vogliamo che il biologico – ha spiegato Angelo Gentili, coordinatore nazionale di Festambiente – rappresenti sempre più il biglietto da visita del nostro territorio. La Maremma deve diventare un distretto in cui prodotti biologici, agricoltura di qualità, filiera corta e sana alimentazione rappresentino le parole chiave per uno sviluppo più sostenibile verso la green economy. La Biobottega rappresenta, in questo senso, una vetrina e un esempio concreto per vincere la nostra scommesse, partendo proprio dal consenso dei consumatori che si stanno facendo sempre più attenti a questo tipo di esigenze».

«Far entrare consapevolezza dell’acquisto nei consumatori è passaggio fondamentale – ha aggiunto Enrico Rabazzi, presidente provinciale Cia -. Qua possiamo puntare sulla qualità, ma non possiamo competere con chi fa grande produzione globalizzata dal punto di vista qualitativo. Ricordiamoci però che sono stati proprio questi ultimi a portare all’incremento di intolleranze alimentari».

«Il nostro è un progetto legato allo stile di vita – ha concluso Maurizio Chegai della Bottega Biologica -, è il segnale che anche in provincia si possono fare le cose per bene. Abbiamo colmato un vuoto, incredibile che a Grosseto non ci fosse un negozio così, vista la vocazione agricola del territorio». Al termine della conferenza i presenti hanno manifestato con uno striscione a favore del biologico e contro gli ogm.

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