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Tariffe acqua, la Cgil non ci sta: «Non si può far finta di niente»

GROSSETO – «Nonostante il risultato chiaro di un referendum popolare, la logica del profitto continua a governare i rapporti squilibrati tra cittadini e gestori del servizio idrico integrato. Pochi giorni fa, bontà sua, Fiora ha comunicato di avere applicato solo un aumento del 5% delle tariffe a fronte della possibilità di arrivare al 7,5%. L’enfasi posta sull’introduzione di tariffe agevolate (abbattute del 10%) per alcune tipologie di utenti, non cambia la sostanza delle cose. A ben guardare, infatti, per godere dell’agevolazione bisogna essere un utente che tira lo sciacquone una volta al giorno e fa la doccia una volta alla settimana. Due anziani con la pensione minima non rientrerebbero nell’agevolazione, che magari avvantaggerebbe un single con una residenze fittizia per non pagare l’Imu sulla seconda casa». Questo l’intervento del segretario provinciale della Cgil Claudio Renzetti.

«Per la Cgil così non va. Lo diciamo da tempi non sospetti: l’acqua è un bene pubblico primario e non può essere erogata in base a calcoli di mercato. Dal prossimo ottobre ci faremo sentire e pretenderemo un chiarimento a livello regionale, a partire dall’Autorità idrica della Toscana – aggiunge -. Nel frattempo invitiamo tutti, a partire dalla forze politiche che non possono chiamarsi fuori, a riflettere sul fatto che Grosseto è la quarta provincia d’Italia per caro bolletta, con la media di 560 Euro a fronte dei 138 di Milano».

«Questo non è un caso. Considerato il gestore a “maggioranza pubblica” ha chiuso il bilancio 2014 con un attivo di diversi milioni di Euro. Ma c’è dell’altro: è già stato “maturato” il diritto ad aumentare le tariffe fino al 20% per gl’investimenti realizzati nel 2013 e 2014, per cui a breve arriveranno altri salassi per i poveri cittadini. Vogliamo aprire un ragionamento sul ruolo dei Comuni o dobbiamo aspettare che il prossimo populista si alzi per invocare la rivota fiscale? – chiedono da Cgil – Se i Comuni dell’Ato Toscana Sud hanno il 60%, vogliono iniziare a far pesare le loro quote per evitare un ulteriore incremento delle tariffe, oppure intendono continuare a delegare ogni decisione al socio privato?»

«Ricordo che dal 2021 è previsto che Publiacque possa diventare il gestore unico di tutto il ciclo idrico delle acque in Toscana. E che dove oggi già lo gestisce ha le tariffe più alte d’Italia. Inoltre, si prevede una centrale unica di committenza per l’intera Toscana, con il rischio più che concreto dell’estromissione di fatto dalle gare di tutte le aziende di piccole e medie dimensioni che oggi operano sul nostro territorio. Che al massimo potranno aspirare ai subappalti di grandi gruppi – conclude Renzetti -. Non è più il caso di continuare a far finta di niente».

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