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Polemiche sul consiglio, De Luca risponde: «Non si possono cambiare le regole»

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FOLLONICA – «Leggo con dispiacere le accuse di faziosità formulate impropriamente dalle minoranze nei miei confronti. Visto che le motivazioni rese in sede privata ai capigruppo non sembrano bastate, provo a precisare le ragioni della convocazione del consiglio nel giorno di giovedì 27 agosto senza attivare la consueta conferenza dei capigruppo. E sottolineo la parola “consueta” perché, come i capigruppo sanno, dall’inizio del mandato ne saranno state convocate oltre venti, tutte tra programmatorie e chiarificatorie: ultimamente anche per fornire maggiori strumenti per accedere alle delibere online». Così Francesco De Luca presidente del consiglio comunale di Follonica, replica alle accuse delle minoranze.

«È vero: ci sono stati alcuni ritardi negli accessi agli atti, ma ho sempre prontamente cercato di accelerare i tempi invitando gli uffici ad evadere la richiesta. Ci sono stati ritardi in alcune interrogazioni, ma ho sempre spinto per velocizzarle, anche se, a volte, l’istruttoria più complessa genera ritardi fisiologici – aggiunge De Luca -. Nel merito, ho sempre garantito il confronto e la partecipazione attiva all’ordine del giorno delle minoranze anche quando il regolamento dispone che la convocazione e l’ordine del giorno sono una facoltà del presidente del consiglio. Nel caso di specie, sul bilancio appunto, si trattava però di una convocazione obbligatoria a norma di legge dove, brutalmente, o convocavo io o lo faceva il prefetto in via sostitutiva. Non vi era in sostanza tempo per una ampia discrezionalità sulla tempistica».

«Ciò che insieme al sindaco e agli uffici siamo invece riusciti ad ottenere è stata la concessione da parte della prefettura di un termine più congruo per dare modo alle minoranze di analizzare e approfondire la delibera sul bilancio nella commissione ad esso dedicata. Detto ciò, ritengo scorrette e destituite di ogni fondamento le accuse di faziosità rivoltemi – conclude -. Se poi si vogliono cambiare le regole per fare battaglia politica allora è una questione che non mi compete in quanto il mio ruolo mi obbliga a rimanere super partes e a rispettare i regolamenti».

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