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Rocca di Sovana a rischio: vertice tra Soprintendenza e Comune

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SORANO –  Simbolo del potere prima degli Aldobrandeschi e poi degli Orsini, la Rocca di Sovana, che si fa risalire al Duecento ma che probabilmente sorge su un nucleo fortificato risalente a molto tempi prima, aveva una straordinario valore strategico, posta come è su uno sperone tufaceo al di sopra delle forre su cui scorrono i torrenti Calesina e Folonia. Da tempo dalla cinta nuraria (di proprietà dello Stato mentre alcuni spazi verdi interni sono di proprietà del Comune di Sorano) si verificano distacchi che hanno portato due anni fa, a seguito di un’ordinanza del sindaco, la Soprintendenza di Siena ad effettuare alcuni parziali interventi. Ma il problema ha grosse dimensioni e resta, assieme a quello più ampio del recupero dell’intero complesso.
Lo stato preoccupante del complesso è stato al centro anche di un’interrogazione del consigliere di minoranza Antonio Merli e della risposta del sindaco.

La situazione della Rocca e le sue prospettive sono state al centro dell’incontro convocato a Siena su richiesta del sindaco Carla Benocci, dal nuovo soprintendente alle Belle arti e al paesaggio di Siena-Grosseto-Arezzo architetto Anna Di Bene, presenti anche il vice sindaco e assessore ai beni culturali Pierandrea Vanni e tecnici comunali e della soprintendenza.
Interventi sui fondi ordinari non sono possibili, è stato spiegato, ed è difficile prevedere al momento anche  fondi straordinari del Ministero. E allora si può cercare, sulla base di un progetto complessivo, di reperire risorse in piu’direzioni. La Soprintendenza predisporrà il progetto di recupero della Rocca mentre il Comune, così è stato concordato, lo integrerà con un piano di valorizzazione. L’obiettivo è quindi disporre di un progetto integrato complessivo, premessa indispensabile per la ricerca di finanziamenti.

Successivamente alla riunione il sindaco Benocci ha chiesto alla Soprintendenza un sopralluogo congiunto sui problemi rappresentati dagli alberi e dalla vegetazione che crescono lungo a cinta murararia e per concordare come limitare al massimo i danni che provocano.

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