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Artigianato ancora in crisi, a picco l’edilizia

GROSSETO – È stato un anno negativo, l’ennesino. Ancora segno meno per l’economia e le imprese artigiane. È quanto rileva il rapporto trend della cna presentato questa mattina a Grosseto. Si contrae il fatturato provinciale con 471 miliardi facendo rilevare un 5,1% in meno rispetto al dato dell’anno precedente, ma sostanzialmente in linea con il resto della Toscana.

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A soffrire di più il settore delle costruzioni, un tempo trainante nella nostra provincia, e che farà prevedere un calo anche per il 2016 come ipotizzato da Ance. Dal 2006 il settore costruzioni ha trascinato giù anche il resto dell’artigianato e della piccola impresa.

«Anche quest’anno la ripresa è rinviata – afferma Renzo Alessandri direttore Cna – i consumi di cemento del 2014 sono stati gli stessi del 1961, con una riduzione del 60% sui volumi pre-crisi. L’auspicio è che il mercato delle opere pubbliche venga liberato dai vincoli di bilancio e che l’edilizia residenziale possa intercettare il risparmio delle famiglie. Purtroppo la tassazione sulla casa ha raggiunto ormai i 42 miliardi, e la scommessa del “meno spese meno tasse” è andata persa: dal 2008 in poi la tassazione è aumentata ancora».

«Quando è venuto Enrico Rossi lui ha preso impegni importanti per la costa. Peccato che poi per lui la costa vada da Massa Carrara a Piombino» precisa Alessandri che bacchetta Rossi anche per altro «Sono stati messi in campo 21 milioni di euro per il consolidamento delle imprese, con un punteggio maggiore per le aree di crisi: ma in queste aree Grosseto non c’è».

Insomma la fotografia che esce dal rapporto concgiunturale sul 2014 è tutt’altro ch positiva come sottolinea Andrea Manuelli supervisore del rapporto trend «Se si guarda da dove si partiva dieci anni fa l’economia ddel settore artigiano non ha tenuto. Dal 2010 al 2012 c’è stata un consolidamento anche se al ribasso: quest’anno però la situazione è peggiorata ulteriormente. La situazione è drammatica nel lungo periodo più che nell’anno appena trascorso in sé e per sé».

«Ci troviamo in mezzo ad una crisi macroeconomica non facile da affrontare, spesso gli enti locali si sono difesi con una eccessiva tassazione – prosegue il sindaco di Grosseto e presidente della Provincia Emilio Bonifazi -. Per garantire alcuni servizi serve una compartecipazione di tutti i cittadini perché le tariffe non bastano a coprire i costi. Le mense ad esempio costano 3 milioni e 400 mila euro e noi ne incassiamo 1 e 600 mila. Stesso discorso per i trasporti scolastici, o le residenze sanitarie. E così si deve agire sulla fiscalità generale. E poi ci sono servizi, come la raccolta dei rifiuti, in cui la qualità del servizio non corrisponde a quanto pagato».

Bonifazi parla poi di progetti di ampio respiro: il polo agroalimentare di Rispescia o il centro di documentazione degli etruschi. Settori su cui si può sviluppare un novo tipo di turismo. «I piccoli appalti sono immediati ma questi progetti riguarano un tipo di sviluppo più ampio».

«La nostra crisi è diversa da quella del resto della Toscana – puntualizza Leonardo Marras capogruppo Pd in Consiglio regionale – intanto perché è arrivata due anni dopo. E poi perché non è stata una crisi verticale, ma graduale, ma il declino è quasi inesorabile ed è più difficile da contrastare perché meno visibile. Abbiamo sempre detto che l’edilizia è il settore trainante ma in realtà è un settore trainato di servizio, che va, se va anche il resto. Serve un cambio di passo anche nell’edilizia: dare spazio a recuperi o alle nuove tecnologie».

«Il motto di questo periodo potrebbe essere Barcollo ma non mollo – afferma Riccardo Breda presidente della Cna – anche l’accesso al credito che resta difficile con costi troppo alti. Ormai gli imprenditoi chiedono finanziamenti solo per lo stretto necessario, magari per sostituire un macchinario. A lungo l’edilizia è stata la nostra ricchezza, per il futuro bisogna riuscire a mettere questo settore a servizio del territorio».

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