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Coldiretti e Cia chiedono un’assegnazione straordinaria di Gasolio: «Scorte esaurite a causa della siccità»

GROSSETO – «Gli agricoltori hanno esaurito le assegnazioni di gasolio per l’irrigazione. Anche gli allevamenti sono in difficoltà. Tutto questo a causa del grande caldo di questi giorni». Lo afferma Enrico Rabazzi presidente Cia.

«E’ bene ricordare che le temperature di questi giorni stanno mettendo in ginocchio non solo la Laguna di Orbetello, tristemente salita alla ribalta della cronaca per la moria di pesci, ma anche gran parte delle altre produzioni locali – prosegue Rabazzi -. Le aziende ortofrutticole, quelle vivaistiche e quelle zootecniche hanno necessità, per salvare il salvabile, di utilizzare gli impianti di irrigazione con maggiore frequenza e per fare questo necessitano di un maggiore quantitativo di carburante.gior quantitativo di carburante».

«Come Cia abbiamo già informato la Regione e abbiamo chiesto un atto regionale urgente che preveda l’assegnazione straordinaria di gasolio agricolo per far fronte al caldo torrido. Facciamo presente che una risposta in tal senso è già stata data agli agricoltori di altre regioni – ricorda Rabazzi – ci auguriamo di avere lo stesso trattamento. Qualche giorno fa la Cia di Grosseto ha chiesto l’intervento della Provincia che si è subito adoperata nei confronti della Regione Toscana».

«La Cia Nazionale si è mossa nei confronti della Conferenza Stato – Regioni chiamando in causa gli assessori all’agricoltura. Ma il tempo stringe e si deve fare presto. Da più parti in questi giorni i temi relativi ai cambiamenti climatici e alle conseguenze di questi per il pianeta sono all’ordine del giorno. Ne ha parlato Sua Santità nell’ultima Enciclica, il Presidente degli Stati Uniti Obama ha detto che dobbiamo lavorare per un futuro con meno inquinamento – prosegue Rabazzi -. Della questione hanno parlato anche Renzi e il Governatore Rossi e in merito alla moria di pesci nella laguna di Orbetello,e a seguito del tornado che ha colpito la città di Firenze lo scorso sabato».

«Come agricoltori abbiamo da tempo chiesto un’inversione di tendenza e scelte più adeguate alle situazioni climatiche che da tempo caratterizzano anche la nostra regione ma mentre si discute sul cosa fare nel medio e lungo periodo un’assegnazione straordinaria di gasolio agricolo per l’irrigazione è un intervento da fare con la massima urgenza – sottolinea il presidente provinciale Cia Rabazzi -. E questo se vogliamo evitare che anche la siccità, insieme alla mancata partenza del piano di cattura dei predatori e all’esosa pressione fiscale sia la goccia che fa traboccare il vaso e metta in ginocchio in maniera definitiva la nostra agricoltura».

«Con le temperature record di luglio, molte sono le colture a rischio in provincia di Grosseto.  Le minime superiori alla media del periodo stanno mettendo a dura prova tutti gli impianti di irrigazione, che sono in difficoltà per riuscire ad evitare che il caldo eccessivo bruci il raccolto. La conseguenza di tutto ciò – afferma Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto –  è un forte aumento dei costi di produzione e soprattutto un calo notevole delle riserve di carburante agricolo, che bisogna ripristinare al più presto: è fondamentale perciò che ci sia un’assegnazione ulteriore di carburante per permettere i normali lavori in campagna, e per ottenere i prodotti di altissima qualità che contraddistinguono i nostri territori. Per questo abbiamo inviato una nota al Presidente della Provincia di Grosseto Emilio Bonifazi, chiedendo di farsi promotore nei confronti della Regione Toscana affinché, così come fu accordato nel 2012 in presenza di eccezionali condizioni di siccità, si attivino con urgenza le procedure per la concessione di un quantitativo supplementare di gasolio agricolo».

«Il maggiore impiego dei mezzi per l’irrigazione dei campi a causa del caldo al di sopra della media del periodo – spiega ancora Renna – ha, infatti, in gran parte bruciato le riserve di gasolio, e le aziende rischiano, da un lato, di avere i trattori fermi, ma anche di non poter più irrigare e quindi di non poter ottenere una produzione e una qualità adeguata per i prodotti tipici della nostra provincia».

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