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Calcio: piangere, rimpiangere, sperare…cronaca del tifoso biancorosso

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di Leonardo Culicchi

GROSSETO – In questa torrida estate, più che dal sole i tifosi del Grifone sono stati letteralmente scottati dall’alternanza di delusioni e speranze per le sorti dell’U.S./A.C./F.C. Grosseto ma lasciando ai mesi a venire il compito di raccontare il corso della storia biancorossa, oggi vale la pena soffermarsi a guardare come su Facebook, ormai il bar dello sport di vecchie e nuove generazioni, si sono confrontate le varie correnti della tifoseria biancorossa.

Il modo con cui Piero Camilli è uscito da scena per i “camilliani” di prima genitura è stato un fulmine a ciel sereno, anche se in pratica quasi ogni estate hanno silenziosamente sofferto per un minacciato addio, la consapevolezza di aver sempre vissuto l’annuncio al pari di una tattica mediatica, li ha portati a cullarsi più in progetti di calcio mercato che a preparare piani di emergenza. Tra i numerosi attacchi il colpo più duro è stato il paragone con il caso Anzidei e l’insinuazione di una mancata iscrizione per far posto al ricorso della Viterbese per l’ammissione in Lega Pro. Abituati alla resistenza a oltranza nella difesa del loro Comandante, per la prima volta si sono ritrovati soli e senza la speranza di un “settembre” foriero di nuovi acquisti, nuovi proclami e soprattutto nuovi sogni. Arroccati nella difesa dell’ultimo baluardo sembrano quasi desiderare un futuro senza più calcio per rendere il rimpianto una piccola vittoria.

Così, in questa guerra di trincea, sono usciti all’assalto quelli del “te l’avevo detto”, quelli cui il Comandante è stato antipatico neanche a pelle, ma già quando si è avvicinato all’altezza di ponte Mussolini. I post e i commenti più duri sono di coloro che in questi anni hanno identificano calcio e città come se fosse un’unica entità, vivendo ogni contenzioso del mondo calcistico come un’offesa alla città intera. L’arrivo di Pincioni per loro non è stato solo un’ancora di salvataggio ma una più intima operazione di riscatto morale contro tutte le cassandre che vedevano il Grifone inappetibile per qualsiasi imprenditore di successo. Certo adesso, i camilliani li aspettano al varco, dovranno dimostrare oggi più che mai che la poca passione, i pochi abbonamenti e gli ancor meno spettatori erano solo e unicamente colpa di Camilli. Non sarà facile.

Fortunatamente, nell’agitazione del momento sono usciti allo scoperto anche i tifosi forse meno passionali ma proprio perché al di fuori dagli estremismi, capaci di amare il Grifone nel silenzio e nel tempo; sono tutti quelli che in questi giorni hanno messo anche solo dieci euro a disposizione del sindaco per far si che quel pallone continuasse a ruzzolare sullo Zecchini, incuranti della categoria e di chi ne fosse alla sua guida.

Concludiamo infine con la fazione umoristica, capace di coalizzare tutte le parti in campo, così tra chi è convinto di vedere quanto prima Lionel Messi passeggiare in Corso Carducci o chi si augura la possibilità di giocarsi il ritorno di Champions League al Camp Nou, non resta che aprire l’ombrellone, sistemarci comodi sulla sdraio e, un attimo prima di appisolarci, mormorare “Apriti Sesamo” lasciandoci andare ai sogni orientali da “Mille e una notte”; a cambiare canale e riguardarci “Non ci resta che piangere” siamo sempre in tempo.

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