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Abolizione tasse prima casa, Cna: «Da ridurre anche su capannoni e negozi»

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GROSSETO – «La prima casa va liberata dal fisco e il progetto del Presidente del Consiglio coglie il bersaglio. Nel rallegrarci per l’apprezzabile intento, non possiamo fare a meno di ricordare che la “medaglia d’oro” per l’incremento della tassazione sugli immobili,  rispetto alla  vecchia ICI, è stata conquistata dagli immobili strumentali delle imprese.  Sulla base di tale premessa la riorganizzazione della tassazione locale (la nuova “service tax”) dovrà, secondo CNA, beneficiare (oltre che le famiglie) soprattutto le imprese».

Così Renzo Alessandri, direttore di CNA Grosseto, interviene sulla tassazione che riguarda la prima casa e aggiunge: «Per dare risposte immediate e tangibili anche a quelle partite IVA che reinvestono gli utili nella propria impresa, insieme al taglio dell’IRES, bisogna  ridurre il prelievo fiscale a chi lascia gli utili nell’impresa».

«Negozi e botteghe, nel 2014, hanno  registrato aumenti che hanno superato il 150%. IMU e TASI hanno portato ai Comuni italiani quasi due miliardi di euro mentre i laboratori artigiani  hanno subito aumenti medi superiori al 117% – prosegue -. Gli aumenti medi registrati  su tutti gli immobili produttivi sono stati superiori al 105%. Si tenga conto che la riduzione di 4 punti percentuali di TTR operata in sede locale, significativa e apprezzabile,  mentre ha consentito di migliorare il posizionamento del Comune di Grosseto nella graduatoria nazionale non ha però migliorato il suo posizionamento in Toscana».

«È assolutamente necessario, di conseguenza, ridurre in maniera più incisiva la tassazione su artigianato e PMI intervenendo contestualmente, sia a livello centrale che locale, su quella miriade di adempimenti spesso ripetitivi e inutili che però riversano, sulle imprese, costi indiretti elevati e tali da penalizzarne la produttività. Ma è l’IMU sugli immobili strumentali a mantenere il primato  dell’imposta più ingiusta – prosegue Alessandri -. Va infatti considerato che gli immobili delle imprese subiscono un ulteriore tassazione “grazie” alla quasi totale non  deducibilità dell’IMU dal reddito d’impresa e dall’IRAP».

«Una risposta non è più rinviabile: occorre tagliare l’IMU sugli immobili strumentali delle imprese o, come percorso alternativo, arrivare alla deducibilità completa di questo dal reddito d’impresa e dalla base imponibile IRAP. Le imprese non possono  più pagare IRPEF, IRES ed IRAP su un tributo percepito da tutti come ingiusto perché applicato a un immobile produttivo e non certo patrimoniale – aggiunge ancora -. Anche la TARI, in troppi casi, ha determinato aumenti consistenti rispetto al 2011. Molti Comuni tra l’altro, nonostante i  chiari pronunciamenti   del MEF, continuano ostinatamente a pretendere il tributo anche per le aree sulle quali si paga già lo smaltimento dei rifiuti speciali».

«Una vera e propria doppia imposizione che ci auguriamo possa essere al più presto eliminata – conclude -. Al riguardo, ci auguriamo che la positiva esperienza che stiamo portando avanti con il Comune di Grosseto possa favorire un cambio di atteggiamento e un recupero di disponibilità anche da parte degli altri comuni della provincia».

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