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Troppe alghe, acqua calda e poco ossigeno: moria di orate nella Laguna di Orbetello foto

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di Sabino Zuppa

ORBETELLO – Grave allarme per una estesa moria di pesci all’interno dello specchio di Levante della Laguna di Orbetello. Migliaia di esemplari di Orata, allevati nelle acque dello stagno lagunare, da un paio di giorni hanno cominciato a morire a causa di un mix diabolico di temperature dell’acque interne elevate, di temperature marine dell’acqua in entrata nella Laguna anch’esse elevate e di una carenza di ossigeno dovuta ad alcuni fenomeni distrofici (fermentazione delle alghe) che hanno caratterizzato soprattutto lo specchio di Levante, quello dove attualmente non è funzionante il nuovo programma istituzionale di intervento.

Per questo da ieri sera, ad Orbetello, è allarme rosso con la popolazione che ha visto addirittura intervenire la protezione civile che si è riversata sul lungolago per dar man forte ai pescatori che purtroppo stamani si sono dovuti occupare dello smaltimento delle carcasse delle orate. Una situazione destinata a tenere tutti il fiato sospeso per almeno una settimana, visto che le previsioni metereologiche danno ancora caldo torrido fino al prossimo sabato 25 luglio: fino a quel momento le uniche cose da poter fare saranno un aumento del pompaggio delle acque salate in entrata, calde ma più “fresche” di quelle interne e l’impiego di alcune pompe ossigenatrici che sono state posizionate lungo la diga che conduce a Terrarossa e che smuovono lo specchio che guarda la Feniglia.

Anche il biologo della laguna di Orbetello, Mauro Lenzi, parla di una situazione che a sua memoria non si era mai verificata, forse con presupposti anche più critici della grande moria del 1986: «Abbiamo due centraline per la misurazione della temperatura, una a levante ed una ponente, e sono tutte e due incredibilmente fuori scala – spiega lui – le acque della nostra Laguna hanno raggiunto addirittura i 32,5 gradi, un valore che è al di sopra dei 31 gradi che si verificarono in occasione della moria del 1986. Abbiamo cercato di aumentare il pompaggio in entrata ma, anche l’acqua del mare segna 29 gradi e, seppur più fresca, riesce a mitigare fino ad un certo punto la situazione».

«Quanto ai pesci – continua Lenzi – soprattutto della specie Orata che è più delicata delle altre, questi avevano già patito qualche stress distrofico nella parte di Levante, e questo caldo straordinario ha peggiorato la situazione». Nel frattempo montano le polemiche negli ambienti lavorativi dei pescatori con qualcuno che si interroga su se si sarebbe potuto o dovuto fare qualcosa in precedenza, magari anticipando quel pompaggio delle acque che in passato è stato già la pietra della discordia a causa della distruzione dei nidi degli uccelli acquatici nell’oasi del Wwf dovuta all’innalzamento del livello della Laguna.

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