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Baseball, il caso Grosseto. Borghi: «Ingerenze politiche da parte di altri»

di Lorenzo Falconi —

GROSSETO – Il caso Grosseto baseball con esoneri, dimissioni, ripensamenti e nuove decisioni, continua a tenere banco. Nel giro di poche ore si è passati dall’esonero di tre esponenti dello staff, come Carlo Del Santo, Massimo Baldi e Gianni Natale, al ripensamento totale, per poi arrivare a silurare il direttore sportivo Alex Boni. Fin qui la vicenda tecnica, sulla quale il vicesindaco Paolo Borghi, presidente onorario del Baseball Grosseto, non mette bocca, salvo precisare che: «Non condivido la scelta di esonerare Boni, una persona che ha la mia stima e che ha fatto tanto nel percorso di ricostruzione del baseball grossetano. Senza di lui tanti passaggi non sarebbero stati possibili. Non posso che ringraziarlo per quanto fatto e mi auguro che la società, al suo interno, abbia la forza per chiarire ogni aspetto».

Parole che arrivano dirette, durante la conferenza stampa affrontata con il presidente Mario Mazzei al fianco. Non teme il confronto Paolo Borghi che precisa: «Al di la dei personalismi certi attacchi ricevuti sono gratuiti. Preciso che l’impianto di baseball può ospitare tutto ciò che la legge consente di fare, secondo una scelta effettuata dalla giunta di centrodestra. Dal punto di vista delle attività, quindi, la società di baseball può fare ciò che vuole nel rispetto della legge. Il Comune è partito da un’idea valida che resta in piedi, ovvero quella di metter insieme tutte le società del panorama grossetano di baseball e di iniziare a lavorare su meno particolarismi e più attività. Fino a pochi giorni fa nel baseball si era perso tutto, oggi c’è una franchigia e si lavora insieme, come insieme sono stati assegnati gli impianti dello Jannella e dello Scarpelli».

Borghi torna poi sulle accuse ricevute e sui messaggi che viaggiavano sulle chat di Whatsapp: «Le ingerenze politiche non mi riguardano. Intorno al 6 luglio, per essere chiari, ho ricevuto un messaggio in cui si parlava della trasferta di Foggia e qualcuno dello staff del Grosseto Baseball commentava ironicamente “continuate a votare Borghi, mi raccomando”. Spero che qualcuno abbia la forza di smentire tutto questo, perché mi pare che le ingerenze politiche, che ho sempre evitato, arrivino da altri soggetti. La politica significa anche metterci la faccia, quindi di politica all’interno dello sport, credo parlino altri. Ho commentato la sconfitta di Foggia per manifesta inferiorità dicendo che è stata una “figuretta”, credo di avere totalmente il diritto di farlo, anche perché la squadra porta in giro per l’Italia il nome di Grosseto. Dispiace che qualcuno abbia preso il palcoscenico per inventarsi certe cose non veritiere».

«Credo che con questo tipo di atteggiamento – conclude Borghi – si cerchi di rovinare tutto quello che è stato fatto dopo aver ricostruito sopra le macerie. Per ciò che mi riguarda incontrerò manager e squadra, invitandoli a dare il massimo anche sotto il profilo del risultato sportivo, perché voglio che il Grosseto Baseball abbia la visibilità che merita. Questo significa fare le cose con senso di responsabilità».

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