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Unione dei comuni “fallita”. «Santa Fiora deve uscire». Battaglia in consiglio

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SANTA FIORA – «L’Unione dei Comuni è finita e anche il Comune di Santa Fiora deve uscirne: presenteremo una mozione affinché anche il nostro comune lasci l’Unione dopo i fallimenti di quest’ultima. L’Unione dei Comuni dopo lo scioglimento della Comunità Montana è un nuovo carrozzone che rappresenta solo un costo aggiuntivo per le tasche dei cittadini che pagano il mantenimento di servizi molto peggiori del passato».

È questa la posizione di Riccardo Ciaffarafà e degli altri consiglieri del gruppo di minoranza “Un comune di tutti” che proporrà al consiglio comunale di Santa Fiora di uscire definitivamente dall’Unione dei comuni dell’Amiata.

«Proporremo al Consiglio comunale che, come hanno già fatto altri comuni, esca dall’Unione: già nel nostro programma elettorale avevamo previsto un rientro nel territorio comunale di una serie di servizi che, anche se da poco associati, erano peggiorati e diventati più costosi per i cittadini. Il flop dell’Unione dei comuni si deve soprattutto alla incompetenza e alla inadeguatezza della classe dirigente del PD amiatino che è riuscita a far naufragare anche questo progetto. Esempio per tutti è l’uscita del comune di Cinigiano guidato appunto da un giovane sindaco PD: evidentemente qualcosa non va all’interno dei democratici».

«Per quanto riguarda Santa Fiora l’assoluta assenza politica del Sindaco Balocchi ha reso la posizione del comune del tutto marginale rispetto agli altri: S.Fiora da quando c’è Balocchi è solo necessaria per il contributo che versa all’Unione per i proventi della geotermia che anch’essi dureranno solo qualche altro anno».

«Già lo avevamo visto un anno fa quando, come gruppo di opposizione avevamo eletto nel consiglio Alberto Balocchi. Essendo chiaramente incompatibile i Sindaci avevano d’ufficio annullato una decisione del Consiglio comunale di Santa Fiora e avevano nominato il nostro capogruppo Riccardo Ciaffarafà come rappresentante: insomma si erano scelti chi anche per gli altri dovesse esserci e chi no. Questo fu un segno evidente della debolezza politica sulla quale si poggiava l’Unione dei Comuni».

«Dunque per noi è necessario uscire dalla Unione e ridisegnare un futuro del territorio su altre basi: ci auguriamo che questa volta Balocchi ci ascolti e porti la nostra mozione in discussione in consiglio comunale dato che sia le nostre interrogazioni, che le nostre mozioni non sono mai all’ordine del giorno dei consigli».

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