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Sanità, la ricetta del nuovo commissario per Area vasta e robotica «Bisogna mettersi in rete» – VIDEO foto

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di Barbara Farnetani —

GROSSETO – Il 30 luglio è stata convocata la conferenza dei sindaci e in quell’occasione Enrico Desideri, il nuovo commissario dell’Asl area vasta incontrerà tutti primi cittadini della Maremma. Oggi intanto Desideri, che come ha promesso sarà a Grosseto due giorni a settimana, ha voluto incontrare il presidente della conferenza dei sindaci Emilio Bonifazi «Il 30 Desideri ci illustrerà il programma – ha affermato Bonifazi – e vedremo anche la programmazione, affidata alla dottoressa Monica Piovi. C’è la necessità di coinvolgere in questo processo tutto il territorio oltre che le istituzioni».

«Per me questo è un piacevole ritorno ma anche una sfida importante che faremo insieme» afferma Desideri che ha sottolineato come la chiave siano i professionisti (medici e infermieri ma anche chi opera nel sociale), ma anche il creare una sorta di rete, «far parlare tra loro i cardiologi di Siena Grosseto e Arezzo, o anche i pediatri, i ginecologi e offrire a tutti opportunità di specializzarsi. I professionisti devono sentirsi valorizzati sia che operino a Siena o Grosseto o che lavorino a Pitigliano. La rete è quel che conta e il cittadino deve sentirsi al centro di un sistema. Con il supporto delle tecnologie informatiche e della telemedicina c’è la possibilità di non duplicare i servizi. Dobbiamo riuscire a far bastare i pochi soldi che abbiamo senza fare un processo di desertificazione».

Daniele Testi, vicecommissario Asl 9 precisa «In questo periodo di transizione il mio compito è di affiancare il commissario nella gestione ordinaria dell’azienda. Anche perché in questa area vasta i ragionamenti di altre aree vaste sono resi più difficili dalle distanze». Quella che ricomprende la Maremma è infatti una super area vasta con una superficie di 12 mila chilometri, la metà dell’intera Toscana e molto più dell’estensione di qualche piccola regione. Anche per questo Desideri parla della necessità di una rete e del fatto che i professionisti imparino a muoversi all’interno di essa.

Quanto alla scuola di robotica di Grosseto, per cui si temeva la soppressione a vantaggio di quella di Arezzo, Desideri precisa: «La scuola di robotica è nata qui, il primo robot è stato creato qui è qui deve rimanere, però bisogna far si che le due scuole, Arezzo e Grosseto, lavorino insieme». Nelle intenzioni di Desideri c’è anzi un progetto attorno a questo tipo di chirurgia per cui è in corso una trattativa con il ministero.

«Escludo che il risparmio si ottenga con una forte riduzione dei livelli di assistenza o del numero delle persone che vi lavorano. Ma ad esempio agendo sui beni di servizi tipo ristorazione, pulizie, riscaldamento. Queste sono cose su cui si può fare economie di scala; siamo pur sempre un committente da 1 miliardo e 600 milioni l’anno perché questo è il nostro bilancio. La mia esperienza aretina insegna che se si lavora bene la buona sanità costa meno».

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