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Calamità naturali, Rabazzi: «prima ci chiedono di assicurarci, poi il Govenro non ci rimborsa»

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Calamità naturali, Rabazzi: «prima ci chiedono di assicurarci, poi il Govenro non ci rimborsa»
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GROSSETO – «Devo ammettere che stupisce con quale disinvoltura il nostro Governo,  lo stesso che celebra la grande kermesse di Expo, che si vanta del brand Made in Italy, che con orgoglio parla del patrimonio paesaggistico nazionale, non abbia un sensibilità quando si tratta di colpire i veri protagonisti di quanto sopra elencato: gli agricoltori». A parlare è Enrico Rabazzi, vice presidente regionale e Presidente provinciale Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) in merito alla circolare di Agea con la quale è stato comunicato che i rimborsi per le calamità naturali, saranno inferiori al previsto.

“Veniamo informati – precisa Rabazzi – che la quota di competenza UE è disponibile manca  invece la parte di finanziamento nazionale, quella dunque di chi si dovrebbe far carico di tutelare il nostro settore.  In altre parole” continua il Vice Presidente regionale “ tutti gli agricoltori  che si  erano assicurati contro le calamità naturali per la campagna 2014, riceveranno all’incirca solo un terzo di quanto previsto, e questo nonostante la previsione di poter accedere al sistema assicurativo agevolato. Per essere più chiari” spiega “il sostegno pubblico sarà pari al 27% della spesa assicurativa sostenuta delle aziende  invece del massimo erogabile che era stato stabilito al 65%. Ennesimo colpo al settore primario che, dalle amministrazioni locali, era stato sollecitato a ricorrere a questo strumento a seguito ai cambiamenti climatici e ai danni subito. Un quadro che noi in Maremma purtroppo conosciamo molto bene” sottolinea  Rabazzi “e che è stato causa della morte o del ridimensionamento di molte aziende agricole».

«Ancora una volta dunque noi agricoltori, per colpa di uno Stato poco attento e di una politica quasi sempre sorda, siamo a invocare il diritto di far vivere il nostro settore e le nostre aziende, di dare un futuro al Paese e ai nostri figli,  di tenere alto il brand Made in Italy nel modo. Ancora una volta siamo costretti a chiedere rispetto e  invitiamo  il Governo a intervenire con estrema urgenza per individuare gli strumenti finanziari più opportuni per garantire il pagamento completo agli agricoltori».

Barbara Farnetani
3 Luglio 2015 alle 14:38
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