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#viafrancigena: il diario del cammino. La settima tappa da Altopascio a San Miniato

Qui trovate tutte le tappe del diario: #viafrancigena: il diario del cammino

ATOPASCIO – Settima tappa sulla Via Francigena. Oggi Marco Giovanelli ci racconta il cammino da Altopascio a San Miniato.

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“All’inizio ci prendevano in giro con la storia dei pellegrini – mi racconta Luigi Del Tredici dell’ufficio cultura di Altopascio – Adesso se arrivi da Lucca trovi fuori dall’hotel e da molti negozi proposte per chi percorre la via Francigena. A noi questa realtà è servita tantissimo. Intanto perché ci permette di far conoscere il paese e poi perché smuove tanto anche la gente di qui”.
Alla chiacchierata con Luigi, dopo poco si aggiunge Nicola Fantozzi Assessore alla cultura e al turismo e vice presidente dell’Associazione europa delle vie Francigene. “Lo scorso anno abbiamo ospitato a dormire oltre 1200 pellegrini e se si tiene conto che arrivano per lo più in otto mesi, abbiamo una media di 5 a notte. Non sono pochi. A marzo poi abbiamo inaugurato la nuova foresteria e funziona molto bene”.
Posso confermare che lo spazio è proprio bello, in pieno centro e con vista sulla piazzetta centrale del paese. Ci sono otto posti, ma quando arrivano i gruppi viene utilizzata anche la palestra.
La provincia di Lucca è stata molto attiva per quanto riguarda le vie storiche. Alla Francigena si affiancano anche La via del volto sacro per un totale di 87 km e quella di San Pellegrino per 65. Tre vie che hanno lunghe percorrenze in Italia.
La mia settima tappa da Altopascio a San Miniato offre nuovi scenari. Primo tratto di nuovo tutto su asfalto, ma quando si lascia la provinciale per salire al colle Adorno la musica cambia. Ci si immerge in una vegetazione molto simile alla macchia mediterranea. È un sentiero molto battuto a cavallo, e del resto da queste parti ci sono diversi maneggi.
Il cammino scende poi a Ponte Cappiano dove c’è un ostello proprio sul ponte. Da lì si arriva a Fucecchio, terra natale di Indro Montanelli e in una manciata di chilometri si raggiunge San Miniato basso.
Stasera ci siamo divisi con i miei due compagni pellegrini. Richard e Marco preferiscono fermarsi in basso per riposare e percorrere così i due chilometri e mezzo per San Miniato Alto domattina. Peccato per loro perché questo borgo è incantevole. Un posto dove ogni angolo sembra un’opera d’arte, a partire dalla vista su un bel pezzo di Toscana.
La salita non mi è costata fatica e oggi, al di là della partenza difficile a causa di piedi davvero messi molto male, è stata una tappa tranquilla. I ventotto chilometri sono stati ben divisi con sole due soste lunghe.
All’arrivo al convento dei cappuccini sono rimasto a bocca aperta. Una stanza bellissima, con tutti i comfort. E tornare alle lenzuola mi sembra già una vera cosa da ricchi. Per non dire un asciugamano di spugna morbido e grande come i migliori hotel.
Ho scelto di cenare con i cinque frati che vivono in comunità nel convento. Pensavo fossimo in diversi e invece gli altri ospiti hanno deciso di andare a mangiare in uno dei tanti bei localini in paese.
La cena è molto semplice con una minestra di verdure e il baccalà come secondo. A tavola scorrono le immagini del tg 1 sugli attentati di oggi in Tunisia, Kuwait e Francia. Pochi i commenti. I frati sono ormai una comunità molto piccola in uno spazio che era un seminario e che 50 anni fa vedeva la presenza di oltre settanta fratini. Oggi si resta colpiti da tanti spazi e il refettorio deserto fa davvero impressione.
“Non si fa frate nessuno e siamo destinati a chiudere tanti conventi e anche per le suore ormai è dura”.
Una realtà che avevo già visto concretizzarsi così a Pontemoli dove l’immenso convento è disabitato è tenuto aperto da volontari solo per i pellegrini.
Stasera a San Miniato c’è una bella festa per bambini e grandi. “La luna è azzurra” è la 32^ edizione di un festival di artisti di strada, giocolieri, teatro, animazione e tanto altro.
San Miniato offre una cornice da incanto e stasera la luna e il cielo ci mettono anche del loro per dimostrare che quel titolo una qualche ragione ce l’ha. Sono tre giorni di spettacoli a partire da stasera.
Questo paese ha dato i natali ai fratelli Taviani e anche alla famiglia Pellicini. Il nonno di Andrea, sindaco di Luino e figlio del senatore Piero, è stato l’ultimo podestà proprio a San Miniato. La famiglia è stata sempre molto legata a quella terra.
Incontro il farmacista del paese, Amerigo Cheli e mi racconta della sua lunga amicizia con i Pellicini.
Ho un debito di riconoscenza con sua figlia Anna per una medicazione delicatissima a una vescica che era diventata inquietante. Con lei devo un grande grazie anche a George, la guardia medica libanese che vive nel nostro paese da trentotto anni.
Mi godo il fresco della serata e l’avvio dell’ultimo spettacolo. Poi a letto perché domani si riparte presto con metà a Gambassi terme.
Lungo la strada dovrei ritrovare i miei nuovi amici e domani sera saremo all’ostello sigerico alle porte del paese.
Una tappa soft, non cortissima, ma ormai 24 chilometri sono considerati quasi pochi.
È una settimana esatta che sono partito. Sette giorni che cammino. Sto bene e sento tanta energia che si libera entrando ogni passo di più nella dimensione del pellegrino errante. Una condizione che apre tanti pori che sono ostruiti da una vita quotidiana dove facciamo sempre più fatica ad avere consapevolezza della tanta ricchezza che abbiamo intorno a noi, a partire dalle relazioni con le persone.
A domani

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