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#viafrancigena: il diario del cammino. L’ottava tappa da San Miniato a Gambassi Terme

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GAMBASSI TERME – Ottava tappa sulla Via Francigena. Oggi Marco Giovanelli ci racconta il cammino da San Miniato a Gambassi Terme

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Lascio San Miniato di prima mattina. Il paese si sveglia presto e non è difficile trovare negozi aperti per fare la solita piccola spesa. Oggi occorre aver cura perché lungo la strada per Gambassi non ci sono paesi e si trova solo un punto per il rifornimento dell’acqua. Si diventa abitudinari lungo il cammino. Compro un panino con il prosciutto, quattro albicocche, una pesca e una banana. Un litro e mezzo di acqua nelle due borracce. Nella piccola da mezzo metro i sali per combattere la disatrazione.

La frutta pesa, così come l’acqua, ma sono indispensabili per gestire bene almeno fino alle prime ore del pomeriggio.
La tappa di oggi è splendida anche se impegnativa. Si sta sull’asfalto solo la prima ora, poi il cammino si snoda tutto in mezzo alla campagna. La vista è sempre eccezionale con le colline della Val d’Elsa dolci e lunghe. I filari delle vigne si estendono per centinaia di metri e ovunque ci sono file di cipressi.
Il cammino è un continuo sali e scendi. Alla fine tra ascesa e discesa saranno più di mille i metri di dislivello superati.
Oggi è stata come una prova generale di ciò che saranno le tre tappe in Val d’Orcia: molto sole, caldo, pochissima ombra e tanta polvere.
Si arriva stanchi malgrado i chilometri poi non siano tantissimi. La mia app ne indica 26, sempre due in più del dichiarato.
La giornata è corsa molto in solitaria. Richard e Marco mi hanno ripreso presto e dopo una breve sosta sono ripartiti e ci siamo rivisti nell’ostello a Gambassi.
Ho incontrato anche poche altre persone a parte Loriano e poi Giovanni che da sempre è impegnato per la Francigena.
Dopo due ore di cammino lungo la polverosa strada sterrata, o bianca come la chiamano qui, mi sorpassa una Land Rover.
La ritrovo dopo qualche minuto parcheggiata in senso contrario è il signore che la guidava è sceso e si è seduto su una comoda sedia da giardino che si era portato.

Sta leggendo un poderoso libro. Mi fermo a salutarlo e gli chiedo di cosa si tratti.
“È Ovidio. M’han sempre garbato i greci e i latini. A me non mi importa di stare davanti alla tivù a guardar una partita di calcio. Ma passerei giornate a legge”.
Loriano faceva l’imprenditore edile e vive a Cingoli a due passi da San Miniato. Ora che di tempo ne ha, prende la sua auto e va a leggersi i classici sotto una quercia secolare e con una vista che spazia per chilometri e chilometri.
Giovanni invece arriva nell’unico punto ristoro, che poi vuol dire una fontanella e un tavolo da picnic, ma è sempre una gioia incontrarne.
“Pellegrino…come va? Per me è importante sapere che ne pensate perché noi della Toscana ci stiamo lavorando tanto e iniziamo a vedere i risultati”.
Giovanni è orgoglioso della sua ultima impresa e mi fa vedere le sue foto con Papa Francesco. “Siamo andati fino a Roma lungo la via Francigena da Lucca accompagnando diverse persone cieche. Il Papa ci ha incontrati e io gli ho regalato il mio bordone di pellegrino”.
Nelle sue parole la felicità di chi sa quanto valore ha avuto quella impresa per tante persone.

Riprendo il cammino gustandomi la tanta bellezza. Lungo la strada ci sono tanti casolari abbandonati, ma anche tanti cantieri in mezzo al niente proprio per recuperar vecchie strutture.
Gli ultimi chilometri salgono molto, o almeno così sembra e la stanchezza fa la sua parte.
La tappa per me e i miei compagni di viaggio si ferma qualche centinaio di metri prima dì Gambassi. Stiamo nell’ostello Sigerico proprio dietro alla Pieve Santa Maria a Chiani. Al mio arrivo trovo gli sposi che fanno le foto ancor prima della cerimonia.
Grande festa e mi guardano tutti meravigliati. Io carico, sudato, pieno di polvere, ma con uno sguardo curioso che si interroga su quale saranno i loro nomi, da dove arrivano, come vivono la loro promessa d’amore, che almeno in partenza sarà eterna.
Niente male come impegno. A confronto la mia Francigena è un gioco.
E poco più di questo speriamo sia la tappa di domani, la più corta. Una quindicina di chilometri per arrivare a San Gimignano.

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