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#viafrancigena: il diario del cammino. La seconda tappa da Pontremoli ad Aulla

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AULLA – Seconda tappa sulla Via Francigena. Oggi Marco Giovanelli ci racconta il cammino da Pontremoli ad Aulla.

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E’ arrivato fin qui partendo da casa sua in Austria. Ha percorso tutto il suo paese fino in Liechtenstein e da lì via per la Svizzera, ed è arrivato in Italia camminando attraverso il passo dello Spluga.
Ho condiviso con Albert alcuni chilometri, i nostri primi, poi le strade si sono divise perché lui ha un passo da far paura, almeno a me.
La sua storia assomiglia un po’ a quella di Alasdair, l’australiano partito da Canterbury, che si era dato appuntamento con l’amico scozzese Eddie che non vedeva da sei anni e con cui è diretto a Roma. Sono due bei signori, dalla faccia tipica dei rispettivi paesi e con un sorriso che ti contagia subito. Eddie para un po’ di italiano, mentre con il suo amico si usa l’inglese, per quanto mi riesca e lo spagnolo.
Tutti i pellegrini se la cavano benissimo con le lingue e non si sentono per nulla a disagio.
La Via Francigena è lontana dall’esse ancora conosciuta come Santiago di Compostela, ma sta crescendo nel numero dei frequentatori e si stanno moltiplicando le iniziative.
“Noi non abbiamo avuto la fortuna di avere un Paolo Coelho che l’ha percorsa e raccontata. – Mi racconta GianRoberto Costa, assessore al comune di Filattiera – Vediamo una costante crescita ogni anno. All’ostello di Aulla hanno già raggiunto i 600 pernottamenti e siamo solo all’inizzio della stagione. Loro registrano tutto delle persone che si fermano a dormire così abbiamo un’idea precisa. Poi ci sono tante persone che passano, si fanno timbrare le credenziali e ripartono. Stiamo lavorando con tantissimi sindaci per presentare il riconoscimento all’Unesco e questo potrebbe cambiare tante cose. In ogni caso siamo contenti perché c’è molto interesse”.
Incontro GianRoberto, milanese di origine e attento lettore di Varesenews, nel piazzale della Pieve di Sorano, un gioiello del Mille che è conservato benissimo. Io ero lì con i piedi di fuori e un tavolo invaso dalle mie cose: zaino, borraccia, calze, solette degli scarponi e altro. Lui non si è scandalizzato per nulla, anzi mi ha offerto di raggiungere il centro visita del parco dell’Appennino tosco-emiliano per poter avere anche la conessione. Io ero già stato apprezzando gentilezza e attenzione delle persone che ci lavorano.
L’arrivo alla Pieve è stata una mezza benedizione perché proprio lì di fronte c’è un piccolo supermercato in cui ho comprato della frutta, ma soprattutto perché proprio da lì si abbandona la statale della Cisa, dopo ben otto chilometri di asfalto.
Si sale a Filattiera, delizioso borgo medievale dove si stava celebrando anche un matrimonio con tuti gli invitati a festeggiare in una stradina.
Il sentiero poi sale e si butta nel bosco e da quel momento si resta sempre immersi nel verde e lontani dalle auto. La vegetazione è già cambiata completamente. Si incontrano tante quesrce, robinie, castagni, nocciole e qualche pino marittimo, come a farci intendere che ormai il mare è davvero vicino.
Lungo uno dei sentieri ho incontrato anche un bel serpente, ma credo che lo spavento sia stato reciproco e lui se n’è andato subito. Altro incontro, di ben altro piacere è stato a Fornoli dove c’era un punto ristoro dell’iniziativa domenicale legata alla via Francigena. Appena mi hanno visto mi hanno subito adottato come pellegrino vero rimpinguandomi con dolci e succhi. Ho dovuto lascirli subito perché il cammino da lì era ancora bello lungo e l’appuntamento era al massimo per le sette.
Tempo rispettato con ingresso nel piccolo museo e ufficio della parrocchia alle 18,30. Altra accoglienza calorosissima con vettovaglie casalinghe e aranciata. NOn crediate… non basta tutto questo a recuperare fatica e chili persi, sono andato già giù di una taglia e ora temo per i pantaloni che tra qualche tappa saranno grandi.
E’ delizioso vedere quanta passione mettono queste persone nella propria attività completamente volontaria. Qui ad Aulla hanno avuto un’alluvione terribile in cui sono morte anche due persone. Il paese sommerso da acqua, fango e detriti, ma loro non hanno smesso di prestare il proprio servizio. L’ostello è essenziale, ma i servizi sono curatissimi e loro ci tengono a far si che i pellegrini si trovino bene. C’è perfino un pc, quello che sto usando stasera per scrivere, a disposizione di tutti.
E’ un’Italia autentica, essenziale, attenta al prossimo senza chiedere niente. I pellegrini stranieri restano colpiti nel vedere la differenza con altre situazioni.
Comunque anche oggi è stata lunga: 34 chilometri, con uno zaino di dieci chili, non è uno scherzo.Ora, dopo aver fatto la doccia e il bucato, esco a mangiare qualcosa qui vicino. MI hanno detto di dire che sono un pellegrino e faccio il giornalista così mi fanno due sconti. La prima cosa la dirò, la seconda lasciamo stare. Prima si paga il conto e poi comunque gli si farà una foto ricordo.
Domani altra tappa lunghissima come oggi con l’aggravante di un dislivello forte appena partiti. Punto di arrivo dovrebbe esser Avenza e così si lasciano la Lunigiana e le montagne per un paio di tappe marine o quasi.

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