Camilli dice addio al Grifone e scrive al sindaco. Bonifazi: «Non deve però attaccare la città»

GROSSETO – Piero Camilli annuncia di voler lasciare il Grosseto calcio. Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi a confermare la volontà del patron biancorosso arriva anche una mail diretta al sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi. Un messaggio nel quale Camilli ribadisce l’idea di voler lasciare la società unionista.

Lettera alla quale Bonifazi risponde pubblicamente. «Prendiamo atto dell’annuncio di voler lasciare il Grosseto calcio da parte del Presidente Camilli che mi ha comunicato la cosa con una mail mercoledì scorso in serata. Mail che contiene argomenti che da diversi anni, ad ogni fine di campionato, il Presidente pone alla mia attenzione e alla quale non ho risposto per non ripetere considerazioni che Camilli conosce benissimo. Come ogni anno mi sono invece già attivato per valutare con tante persone in città la situazione anche se deve essere chiaro, non solo al Presidente, che l’amministrazione comunale non è un soggetto mediatore tra imprenditori e società sportive professionistiche. L’ho più volte scritto e detto anche a lui personalmente. L’amministrazione comunale è proprietaria di impianti sportivi che affida alla gestione di privati, come per il Grosseto calcio e come anche per il Roselle, citato da Camilli».

«In questi anni  – aggiunge il sindaco – abbiamo investito somme importanti sullo stadio, come Camilli ben sa, e abbiamo accompagnato per quanto possibile la squadra e la società, semplicemente pretendendo in cambio un rapporto convenzionale corretto per la gestione degli impianti sportivi».

«I motivi che spingono l’attuale dirigenza all’addio sembrerebbero essere molti, dagli scarsi incassi ad una giustificata delusione rispetto alla situazione complessiva del mondo del calcio che ha influito negativamente su un bel progetto come quello legato al Grosseto. Si tratta comunque di ragioni tutte legate a scelte finanziarie e sportive che Camilli ha fatto liberamente e per anni e che oggi, in piena legittimità, può non ritenere più giustificate».

«Quello che non è accettabile, però, è l’attacco gratuito e il tono irridente rispetto ad una città che ha ricambiato per anni, con fiducia e partecipazione, la gestione Camilli. Una storia fatta, come per tutte le cose, di successi come di delusioni. Se Camilli vuole andarsene è dunque libero di farlo. Avermelo comunicato oggi o 8 giorni fa non cambia molto con il poco tempo rimasto a disposizione. Se ci sono degli spazi per qualcun altro che vuole salvare il Grosseto, magari una cordata cittadina, si faccia avanti rivogendosi direttamente a Camilli che è l’unico soggetto titolato a trattare e a dimostrare la solidità dei bilanci. La città ha diritto di avere una squadra che giochi ad alti livelli. Se poi il patron del Grosseto dovesse cambiare nuovamente idea, il Comune ci sarà, come c’è sempre stato».

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