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Tioxide, la Uiltec all’attacco: «Occorre uscire dall’immobilismo»

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SCARLINO – «Lo stabilimento di Scarlino della Tioxide, nonostante le difficoltà esterne, nel 2014 ha assunto 31 persone, ha effettuato investimenti per oltre 30mila di euro e, anche se in maniera incerta, continua a produrre con continuità ed a avere una performance di tutto rispetto anche all’interno del gruppo. La burocrazia, i ritardi della politica e le continue iniziative dei vari personaggi avversi all’industria, sono, per quanto ci riguarda, indice di grande preoccupazione per il futuro dello stabilimento anche perché non è che il protocollo di intesa da solo risolva, dà respiro per 2 o 3 anni». Così il sindacato della Uiltec, del settore tessile, energia e chimica, interviene sulla questione che riguarda i lavoratori della Tioxide.

Riteniamo che anche Tioxide debba uscire allo scoperto, ricercando accordi preventivi con le organizzazioni sindacali, la fabbrica nella quale operano tra diretti e indiretti circa 500 persone, non può rimanere chiusa in se stessa, deve aprirsi al territorio, deve ricercare momenti di socializzazione con le parti sociali e con i propri dipendenti e le loro famiglie – aggiungono -. Proporsi con le scuole per progetti scuola/lavoro, utili alla conoscenza e soprattutto alle prospettive occupazionali, inoltre sempre per la trasparenza e la socializzazione aprirsi a visite guidate di delegazioni istituzionali e non solo, per la massima visibilità dell’ambiente e della salute dei lavoratori».

«La nuova Uiltec,  Organizzazione libera e laica, è consapevole delle difficoltà, ma comunque determinata a svolgere un ruolo propositivo, sarà promotrice, di interventi tesi allo sviluppo industriale ed occupazionale, al rilancio della politica sindacale confederale nell’esclusivo interesse dei LAVORATORI e dei cittadini, nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio.

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