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Elezioni regionali, Pinzuti risponde a Biliotti: «I miei voti sono serviti al Pd»

GROSSETO – «L’unità del Pd deve essere preservata in un momento così delicato che prevede la definizione del governo regionale e in vista degli importanti appuntamenti del prossimo anno. Non si può definire sbagliata una candidatura: tutte sono state essenziali al raggiungimento del risultato, compresa la mia e quella di Francesco Rustici». Così Barbara Pinzuti, segretario provinciale e candidata al consiglio regionale del Pd nell’ultima tornata elettorale interviene in risposta a Saimo Biliotti, segretario dell’unione comunale del Partito Democratico.

«La direzione provinciale ha approvato all’unanimità la lista dei candidati, con il voto dello stesso Biliotti che non ebbe niente da eccepire, ritenendola funzionale a catalizzare le forze di tutto il Pd e a raccogliere consenso fra gli elettori per Rossi e per il Pd – aggiunge Pinzuti -. In questi termini ho impostato la mia campagna elettorale, benché sia stato da subito chiaro, con l’individuazione da parte della direzione regionale di Culicchi, renziana della prima ora, come capolista, che si trattava per me di un percorso in salita, poiché era evidente l’investimento su di lei del partito regionale e il condizionamento che questo ha indotto a livello locale».

«Nonostante questo ho portato avanti una campagna elettorale serena, improntata alla serietà nei confronti della mia terra e dei miei concittadini e lealtà verso tutto il partito, le istituzioni e i sindaci, tutti, anche quelli che sapevo non sostenermi. Con le 5300 preferenze raccolte ho contribuito al risultato generale, a quello di Leonardo Marras, sui cui tutti, o almeno così avrebbe dovuto essere, abbiamo convogliato lo sforzo per l’ottenimento dell’assessorato, ed a quello di Enrico Rossi, come evidenzia il fatto che non ho raccolto voto disgiunto – prosegue Pinzuti -. Ritengo anche di aver catalizzato un voto di sinistra e di appartenenza che rischiavamo altrimenti di disperdere. Le preferenze raccolte non sono solo un patrimonio mio e dei miei sostenitori ma appartengono a tutto il partito democratico, così come non devono essere sottovalutate le duemila raccolte da Francesco Rustici».

«Per questo credo che la corsa a mettere il cappello sui risultati non serva: il voto ci consegna il quadro di un elettorato moderato pronto a riorganizzarsi intorno ad un progetto credibile di centrodestra in vista delle elezioni a Grosseto, ed un Pd in affanno – Pinzuti -. Ritengo che i risultati più che sui singoli candidati vadano misurato sul Pd. Perché aldilà delle sfide personali, il consenso si misura su un progetto politico collettivo. In questo, il risultato in provincia ci consegna un quadro fatto i luci e ombre su cui anche Biliotti farebbe bene a riflettere con meno approssimazione».

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