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Banda “ultralarga” per colmare il divario digitale. «Grosseto può sperimentare» foto

GROSSETO – Ben 200 chilometri di fibra ottica saranno posati in Toscana entro ottobre: un cavo che attraverserà 1251 località e frazioni di 190 diversi Comuni, portando la connessione a una velocità compresa tra 20 Mbps e 30 Mbps. Sono i numeri del piano per estendere la banda larga e abbattere il “digitale divide”, che verrà realizzato da Telecom Italia, vincitrice dell’ultimo bando di gara indetto dalla Regione e dal Ministero per lo Sviluppo economico.

In conformità con il “Piano Nazionale Banda Larga” la Regione Toscana, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, sta attuando due tipologie di intervento per raggiungere gli obiettivi definiti dalla strategia Europa 2020 e dell’Agenda Digitale Europea: con il “modello A” si finanzia la realizzazione, nelle aree prive di connessioni in banda larga, delle infrastrutture passive di proprietà pubblica che ospitano fibra ottica, mentre con il “modello B”, si cofinanzia direttamente il progetto di investimento effettuato dall’operatore affinché questi possa offrire servizi a banda larga nei territori in digital divide.

L’argomento è stato tema di un incontro pubblico a cui ha partecipato anche Antonello Giacomelli, sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo economico. «Solo attraverso un piano di eccellenze tecnologiche possiamo far recuperare posizioni all’Italia, in una classifica che a livello europeo ci vede 27esimi, davanti soltanto alla Grecia – ha detto -. Lo sviluppo di questa infrastruttura può essere sfruttato in tanti settori, dal turismo alla ricerca, dalla formazione alla cultura. C’è bisogno di fare esperienze nei territori e di sperimentare queste nuove possibilità».

Un’occasione che il vicesindaco Paolo Borghi, che ha introdotto l’incontro, non intende lasciarsi sfuggire: «Grosseto è città di sperimentazioni e si presta a nuove tecnologie. Questo territorio può essere driver sul quel il Governo può insistere per valutare e sviluppare queste nuove possibilità tecnologiche». Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore comunale Luca Ceccarelli: «Gli esempi sono molteplici, perché questa infrastruttura sarà indispensabile per lo sviluppo delle nostre imprese. Penso al turismo come scommessa per il futuro, perché con lo sviluppo tecnologico possiamo migliorare la richiesta e anche l’accoglienza. Senza dimenticare come questo aspetto può essere abbinato alla filiera alimentare attraverso “Internet delle cose”, in modo che su ogni prodotto emerga la qualità, punto per punto».

All’incontro sono intervenuti anche i candidati del Partito Democratico al consiglio regionale: «L’accesso alla rete Internet in banda ultralarga consente l’acquisizione delle competenze e conoscenze necessarie all’utilizzo consapevole ed attivo delle reti e delle tecnologie per creare e fruire di nuovi servizi e prodotti – ha spiegato la capolista Valentina Culicchi -. Un esempio può arrivare dalle utilità e dalle applicazioni in campo sanitario, sia sui livelli diagnostici, sia nel miglioramento delle cure». «Il piano per la banda ultralarga consentirà di non dimenticare quei territori, spesso rurali, dove ancora internet è un miraggio – ha aggiunto Leonardo Marras -. Territori, anche nella nostra Maremma, spesso tenuti ai margini della crescita infrastrutturale: sia tradizionale che tecnologica».

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