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Occupazione, primi segnali positivi. Marras: «Ci vuole un contratto d’area come dice la Cgil»

GROSSETO – Grosseto come Piombino. La pensa così Leonardo Marras che interviene sul tema del lavoro e sulla posizione della Cgil in merito alla situazione occupazionale.

«Prendo spunto in positivo dal ragionamento fatto qualche giorno fa dal segretario della Cgil, Claudio Renzetti, sulla necessità di un accordo di programma per Grosseto che riprenda il metodo di quello sottoscritto per Piombino».

«Come ha sottolineato Enrico Rossi in occasione della presentazione del suo programma a Livorno, il Partito democratico ha profonda consapevolezza del fatto che proprio la costa toscana ha bisogno di una terapia d’urto per imboccare il sentiero dell’uscita dalla crisi».

«La provincia di Grosseto sta all’interno di questo disegno. Non a caso, a una recente iniziativa della Cna, Rossi ha sfidato il nostro territorio a stimolare la Regione, mettendo sul piatto 30 milioni di risorse pubbliche».

«Io penso che noi dovremmo puntare sul settore agroalimentare, sviluppando filiere per la trasformazione dei nostri prodotti agricoli e la loro commercializzazione, sostenendo la ricerca applicata con il polo tecnologico di Rispescia e garantendo formazione tecnica qualificata con L’ITS, istituto tecnico superiore per l’agroalimentare che sorgerà a Grosseto».

«Oltre alle realtà del territorio già note, in questi mesi si sono registrate importanti novità, come la fusione fra grosse cooperative agricole e la costituzione di un consorzio per produrre pasta con il frumento della Maremma, creando valore aggiunto per i nostri agricoltori».

«Bisogna insistere su questa strada. Ecco perché io propongo un “contratto d’area” per l’agroindustria, nel solco dell’esperienza della programmazione negoziata già sperimentata in Maremma all’epoca dei patti territoriali. Si tratta di chiamare a raccolta le volontà di investimento e cofinanziarle con le risorse regionali: tempi rapidi per selezionare le idee migliori, privilegiando quelle che creano buona occupazione, innovazione dei processi produttivi, organizzazione delle filiere, abbattimento dei valori di CO2. Già qualche anno fa, da una ricognizione locale risultavano 36 progetti pronti a partire».

«È chiaro a tutti che la crisi non è affatto finita, e che la strada è ancora lunga. Non credo serva seminare illusioni, ma alcuni timidi segnali si cominciano a registrare. Anche sotto il profilo occupazionale. I dati pubblicati dal centro per l’impiego della Provincia dimostrano come sia in atto una tendenza che andrà a consolidarsi con gli effetti positivi degli sgravi fiscali concessi dal Governo. E, se non vale la pena enfatizzare quei dati, non è nemmeno giusto sminuirli. Contratto d’area, Jobs act, le risorse certe per il completamento della Grosseto-Siena, l’accordo a portata di mano per il Corridoio tirrenico, sono tutte tessere di uno disegno collettivo che potrebbe a breve portarci fuori dal tunnel. Mi auguro su questo ci sia grande condivisione».

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