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La super partecipata apre le porte agli altri comuni. Fusini: «Potranno entrare nel capitale di Sistema»

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La super partecipata apre le porte agli altri comuni. Fusini: «Potranno entrare nel capitale di Sistema»
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di Barbara Farnetani

GROSSETO – Se il prossimo consiglio comunale darà il “via libera” Sistema, la super-partecipata che racchiude i vari servizi del Comune di Grosseto si aprirà anche ad altre amministrazioni comunale con una cessione di quote e soprattutto con tutta una serie di servizi di cui i vari comuni potranno usufruire.

«Ho ragionato sulle prospettive di crescita della società – afferma il presidente Gabriele Fusini – e ho pensato che questo poteva essere un modo, allargando i nostri servizi ai comuni limitrofi, tantopiù che in alcuni casi sono state proprio le amministrazioni comunali a cercare Sistema». Sarebbero già tre i Comuni interessati ad acquistare quote della srl, ma potrebbero diventare anche di più.

Anche se, come tiene a precisare Fusini, ci sarà un tetto massimo: ciascun comune non potrà acquisire più del 0,5% e in totale non potrà essere venduto più del 13% di quote. «Questo per scoraggiare chi avesse in mente di fare una scalata alla società in house dell’amministrazione grossetana».

«Inoltre, i Comuni che aderiranno dovranno affidare entro un anno almeno un servizio a Sistema, pena la perdita della quota – prosegue Fusini -. Negli accordi saranno comunque incluse clausole che salvaguarderanno il patrimonio di Sistema, che resterà del Comune di Grosseto, come anche quanto ricavato dalla vendita di tale patrimonio. Chi acquista una quota di partecipazione acquisisce solo il diritto ad usufruire dei servizi forniti». Per i comuni che aderiranno tra i vantaggi quello di poter evitare gare, trattandosi di società in house potrà essere fatto un affidamento diretto.

«Tra i comuni interessati qualcuno ha rinviato l’affidamento per certi servizi in attesa di sapere se potrà aderire a Sistema. Questo dovrebbe generare ulteriori introiti tanto da poter diminuire la presenza di Sistema in settori come quello dei funerali dove siamo in concorrenza con il privato». Al momento infatti la Srl del Comune gestisce il 50% dei funerali ma «vorremmo diminuire questa quota, limitandoci a quelli per le persone meno abbienti».

Tra i servizi offerti da Sistema il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale, il verde, l’illuminazione pubblica e la gestione dei cimiteri. Offrire questi servizi ad altri Comuni dovrebbe generare risorse aggiuntive per la società.

Per far questo è stato necessario modificare lo statuto della società così come richiesto in commissione, e le modifiche sono già state recepite nella seconda commissione presieduta da Saimo Biliotti «Ma c’è stato un consenso trasversale, che è venuto da tutti i partiti – tiene a precisare Fusini – una condivisione assoluta, da parte di tutti. Abbiamo recepito le raccomandazioni che ci sono state fatte e nel prossimo consiglio comunale saranno discusse». All’ultimo punto all’ordine del giorno c’è proprio la modifica dello statuto societario della Società in house Sistema s.r.l. Se il Comune approverà le modifiche già dal giorno dopo gli altri Comuni potranno portare la proposta di acquisto di quote nei propri consigli comunali. «Quello che ci tengo a precisare è che se i consiglieri decideranno di approvare il nuovo statuto la società non diventerà per questo una società provinciale». Puntualizza Fusini.

«Questo è un modo per crescere e diventare economicamente autonomi, non significa però che avverrà quel che è successo al Coseca, a cui i Comuni trasferirono vecchi mezzi e dipendenti, creando l’ennesimo carrozzone – ammonisce Fusini – noi ci avvarremo del nostro personale, e se sarà necessario ci utilizzeremo ditte sul territorio. È sicuramente un’occasione per generare lavoro per le imprese locali. Inoltre, a differenza delle amministrazioni, i nostri pagamenti sono più veloci, a 60 giorni o al massimo a 90, come anche gli appalti. Quel che è certo è che l’ultima parola spetta comunque al Comune di Grosseto, la mia è solo una proposta, se i consiglieri riterranno che non sia opportuno resteremo la società in house del Comune di Grosseto».

Barbara Farnetani
21 Aprile 2015 alle 17:47
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