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Un poema scolpito sul marmo: artisti al lavoro per la “Casa dei pesci” foto

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di Sabino Zuppa

TALAMONE – Una poesia “visiva” fatta di sculture scenderà in fondo al mare, davanti al Parco della Maremma, per proteggere il fondale dagli attacchi della pesca illegale e per aiutare il ripopolamento dell’ecosistema sottomarino.

 

Manca poco alla messa in acqua dei blocchi di marmo relativi alla Casa dei Pesci, il progetto di protezione ambientale ideato dal pescatore talamonese Paolo Fanciulli che, in questa fase, è aiutato da tutta una serie di artisti per dare una forma, ed un aspetto che rimarrà in eterno in fondo al mare, ai massi di 10 tonnellate provenienti dalle cave Barattini di Carrara che sono attualmente depositati al Poderino di Talamone.

 

Qui lavora, tra gli altri, l’artista senese Massimo Lippi, docente all’Accademia delle belle arti a Roma e molto noto per avere dipinto il Palio ed aver scolpito un opera che è tuttora in piazza del Campo a Siena. E la sua è un’idea particolare, perché sta imprimendo a suon di scalpello su ogni blocco di marmo lo stemma delle diciassette contrade di Siena, dalla prima all’ultima che secondo lui comporranno un poema visivo che avrà un suo significato: nell’antichità, infatti, le contrade erano i baluardi difensivi della città, mentre qui staranno a rappresentare i presidi di difesa del mare dagli attacchi dei malintenzionati.

 

Tale poema “scolpito” sarà composto anche da un diciottesimo elemento, su cui lavorerà il giovane artista “Ago”, un blocco di marmo su cui sarà riprodotto il simbolo della lotta tra il bene ed il male, raffigurante un serpente che tenta di avvolgere con le sue spire una colomba che, in tutte le maniere, proverà a divincolarsi.

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