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Poste, a Ravi l’ufficio è salvo. Prima vittoria del comune. «Sindaco ha lavorato bene»

 

GAVORRANO – Poste Italiane ha sospeso il piano di riorganizzazione degli uffici postali. In Maremma avrebbe causato la chiusura di undici sportelli tra cui, nel comune di Gavorrano, quello di Ravi.

Grazie all’attività dei comuni però per il momento Poste Italiane ha congelato le sue decisioni e per ora anche l’ufficio postale di Ravi è salvo. Un risultato che è stato possibile raggiungere, spiegano dalla maggioranza che sostiene la giunta di Elisabetta Iacomelli, «sia attraverso il confronto costante con gli altri enti locali, la Regione ed i sindacati dei lavoratori, sia, sul piano tecnico-giuridico, promuovendo un ricorso al Tar contro Poste Italiane, avanzato congiuntamente ad altri 21 Comuni».

«L’impegno profuso dalle Istituzioni, insieme ad Anci, Uncem ed i sindacati di categoria, ha conseguito una prima vittoria, costringendo la Poste Italiane a sospendere l’attuazione del piano di riassetto. Poste dovrà infatti ripristinare un approfondito dialogo con le Regioni per l’analisi di dettaglio dei territori e la valutazione delle singole realtà locali, e dovrà tener conto anche delle istanze promosse dai sindacati».

«La coalizione Centrosinistra Unito per Gavorrano esprime la propria soddisfazione per il ruolo svolto dall’amministrazione e per il risultato da questa ottenuto grazie alla collaborazione costante con gli altri enti territoriali. Prova evidente della bontà dei risultati che possono essere conseguiti attraverso il confronto, la sinergia e l’attuazione di politiche condivise fra i vari livelli istituzionali».

«Con la consapevolezza che questo successo rappresenta solo un primo passo per contrastare la chiusura degli uffici postali nei piccoli centri abitati e la conseguente riduzione del servizio postale, la Coalizione rinnova il proprio impegno a sostegno del Comune di Gavorrano per le successive fasi di questa battaglia a tutela delle esigenze dei cittadini, dei territori e dei lavoratori, a fianco degli altri Comuni, di Uncem, Anci e dei sindacati di categoria».

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