Chiusura poste, anche Capalbio ricorre al Tar e organizza la protesta «Compriamo tutti un francobollo»

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CAPALBIO. “Non credo che ragioni economiche, o aziendali, possano e debbano compromettere l’ offerta di servizi a delle comunità locali abitate da una utenza che necessita assolutamente di un servizio fondamentale come quello di un ufficio postale”. lo afferma Luigi Bellumori in merito alla chiusura dell’ufficio postale di Borgo Carige.

Il primo cittadino ha espresso preoccupazione per le ricadute negative che tale decisione produrrà sull’ utenza. “Quanto previsto da Poste Italiane apporterebbe gravi limitazioni alle esigenze delle fasce deboli della cittadinanza. Il Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria giovedì scorso ha approvato all’unanimità un ordine del giorno recante appunto l’impegno per la Giunta ed il sindaco ad assumere tutte le iniziative ed azioni mirate a scongiurare la chiusura dell’Ufficio di Carige. In prima fila sulla questione anche la RegioneToscana”.

La Giunta comunale di Capalbio ha deliberato di impugnare – insieme ad oltre 50 sindaci toscani, Regione Toscana, Anci e Uncem – il provvedimento di Poste Italiane avanti il Tribunale amministrativo regionale, ovvero, sentito il parere dei legali che saranno incaricati circa i molteplici profili giuridici sottesi alla questione, di procedere con il ricorso straordinario al presidente della Repubblica anche tenuto conto del danno che subiranno i cittadini residenti nella frazione e nelle campagne intorno a Borgo Carige. Il Consiglio Comunale ha fissato per martedì 17 marzo alle ore 9 il presidio – al quale è invitata tutta la cittadinanza a partecipare – davanti all’ufficio postale di Borgo Carige per informare la cittadinanza e manifestare contro il programma di soppressione del servizio. «Faremo una occupazione simbolica dell’Ufficio Postale,  dello spazio aperto al pubblico, con l’acquisto da parte di tutti di un francobollo».

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