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Riordino sanità, per il sindaco di Orbetello «cambiamenti necessari ma questo è un mostro a più teste»

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ORBETELLO – “L’accorpamento delle Asl di Grosseto, Siena ed Arezzo, a detta dell’assessore regionale alla Sanità Luigi Marroni, è una ‘linearizzazione dei processi’ che dovrebbe portare ad una ottimizzazione dei servizi sanitari e delle risorse a disposizione. Sarebbe augurabile. Tuttavia, quello che invece si paventa è la nascita di un mostro a più teste, profondamente eterogeneo e difficilmente governabile”. Queste le parole di Monica Paffetti, sindaco di Orbetello e presidente della conferenza zonale della zona sud, nel commentare la proposta della Regione Toscana sul riordino della Sanità, illustrata dall’assessore regionale lo scorso 3 marzo.

“Siamo convinti della necessità di modifica del sistema – afferma Paffetti -: la diminuzione delle risorse obbliga a rivedere determinate scelte e a ragionare nella logica dei livelli essenziali di assistenza. Tuttavia, il riordino prevede anche la ristrutturazione delle componenti sociosanitarie che hanno un ruolo di controllo sulle conferenze zonali dei sindaci, sulle società della salute, sulle conferenze provinciali fino alla conferenza di area vasta che sarà, dopo il riordino, un condominio ingovernabile formato da 103 sindaci. Soluzione, quest’ultima, che ricorda l’esperienza negativa dell’Ato rifiuti”.

L’assessore regionale ha, inoltre, affermato l’importanza dei patti territoriali perché garanzia dell’esistenza degli ospedali del territorio: “Orbetello – continua Paffetti – ha un’occupazione dei posti letto, in medicina e chirurgia, intorno al 90 per cento grazie ad un team di professionisti che lavorano costantemente all’incremento dei servizi sanitari. Proprio nella logica di produttività, tanto cara alla Regione, è necessario investire su Orbetello, ampliando i servizi per permettere che la qualità e la quantità della risposta sanitaria possa crescere in maniera appropriata alle esigenze dell’intero territorio provinciale”.

Altro problema riguarda, poi, la gestione delle risorse: “Non è ancora per nulla chiaro da chi e come saranno amministrate – continua Paffetti -: oggi il direttore generale ha un budget conferitogli dalla Regione e su quello decide. Domani, invece, da Siena o da Arezzo si stabilirà, ad esempio, quanto spendere per la chirurgia di Orbetello. I rappresentanti zonali saranno, quindi, dei meri esecutori senza autonomia alcuna. Siamo in un momento delicato del percorso di riforma. E spetta a noi sindaci, come rappresentanti dei territori, vigilare e cercare per quanto possibile di tutelare le necessità sanitarie dei cittadini. Ma possiamo farlo solo all’interno di un reale processo partecipativo: subire le decisioni compiute in altre sedi, di sicuro, non va in questa direzione”.

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