Esposto alla procura di Ciaffarafà «La maggioranza non risponde alle nostre interrogazioni»

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SANTA FIORA – «Abbiamo fatto un esposto alla Procura della Repubblica di Grosseto per la mancanza delle risposte alle nostre interrogazioni e per la mancata consegna degli atti da parte dell’Amministrazione comunale di Santa Fiora. La legge prevede 30 giorni per rispondere e qui fanno come gli pare, facendone passare anche 90, nell’impunità totale: chiediamo che la legge sia rispettata anche a Santa Fiora». Riccardo Ciaffarafà, capogruppo consiliare Un comune per Tutti, torna ad appellarsi alla legge.

«Vogliamo sapere se queste omissioni, oltre a rappresentare una grave violazione politica, siano un’omissione di atti dovuti – chiede Ciaffarafà -: in più il nostro gruppo consiliare di opposizione “Un Comune per Tutti” ha chiesto ai sensi delle norme vigenti la convocazione del Consiglio comunale di Santa Fiora. Quest’organismo non si riunisce dal 28 novembre 2014, nonostante la presentazione di numerose interrogazioni e interpellanze da parte nostra».

«Recentemente ci siamo rivolti anche alla Prefettura di Grosseto per chiedere il rispetto delle norme e delle prerogative dei consiglieri comunali e quest’ultima ci ha messo a conoscenza di una lettera del sindaco il quale afferma che il Consiglio non è stato più convocato per “mancanza di punti da approvare” – racconta Ciaffarafà -. Evidentemente considera le nostre interrogazioni e interpellanze come cose secondarie e non atti cui, per legge, dovrebbe rispondere entro trenta giorni».

«Questo sindaco evidentemente considera l’opposizione come superflua e fastidiosa, solo perché cerca di capire e far chiarezza tra gli incredibili e vergognosi atti che quest’Amministrazione adotta di continuo – continua la nota -. Tutto questo si aggiunge alla mancata consegna di atti già adottati ed alla negazione della documentazione relativa all’approvazione del bilancio della società partecipata Amiata Energia che gestisce il teleriscaldamento. La democrazia e la trasparenza evidentemente sono considerate aspetti secondari da una “maggioranza” che con dodici voti di scarto amministra il nostro comune ignorando le richieste dei rappresentanti della metà della popolazione».

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