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Pugilato, Rosanna Conti: «Un memorial per ricordare Umberto Cavini»

GROSSETO – E’ trascorsa una settimana dalla scomparsa di Umberto Cavini, avvenuta nella mattina del 9 febbraio. La famiglia del presidente della Pugilistica Grossetana, con in testa la moglie Rosanna Conti, vuole ringraziare quanti in questi giorni hanno fatto sentire la loro vicinanza, il loro affetto: dai colleghi organizzatori, alla federazione pugilistica italiana, passando per comitato toscano, organizzazione europea e mondiale del pugilato olimpico, per arrivare ai vertici delle varie sigle. Oltre a loro i componenti della Rai, i giornalisti, i pugili, fino ad arrivare agli arbitri, amministrazione comunale, Coni, veterani sportivi, le altre discipline sportive della città: tutti con gli occhi lucidi nel giorno dell’ultimo saluto.

«Umberto – dice la moglie Rosanna, ancora sconvolta dal dolore – aveva rapporti di lavoro con tutto il modo. Sono arrivati telegrammi dalla Finlandia, dal Sudafrica, dagli Stati Uniti e dalla Spagna; messaggi carichi di emozioni e di ricordi, che terrò per sempre nel mio cuore insieme al ricordo del mio amato marito». Patrizia Contri, delegato provinciale della Federpugilato, ma in questa occasione nella sua veste di una componente della famiglia Cavini, con immensa sofferenza, ha raccolto i messaggi in un quaderno protocollo ed ha riempito una decina di pagine. «E in questi giorni tragici per la nostra famiglia – aggiunge Monia Cavini – c’è anche stato un buontempone che si è divertito a forzare la cassetta delle lettere della Pugilistica Grossetana in via Tito Speri, dove il postino aveva imbucato  tra telegrammi e lettere. Per questo vogliamo scusarci con chi ci ha inviato le condoglianze e non riceverà i nostri ringraziamenti».

«La presenza dei vertici della federazioni, dei rappresentanti di Lega Boxe, Ibf, Ibo Wbo,Wba – conclude Rosanna  Conti Cavini -, mi hanno confermato quanto sia stato amato Umberto. Il suo ricordo, insieme all’amore per mia figlia Monia, per la mia nipotina Desirée e mio genero Fabrizio, e per i  miei genitori mi daranno la forza di andare avanti. Durante i funerali e nelle ore successive mi è stato chiesto da più parti di andare avanti con la mia organizzazione. Adesso la mia mente corre da altre parti, poi ci penserò. Mi piacerebbe ricordare la figura di Umberto con un memoriale, magari riservato ai dilettanti, e magari intitolare a lui la Pugilistica Grosseto che, e non è retorica, ha amato nella sua vita come una figlia. Abbiamo saputo che nei campi di calcio è stato osservato un minuto di raccoglimento per ricordare Umberto, e questo ancora una volta ci fatto immensamente piacere».

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