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Olivicoltura: il Comune chiede lo stato di calamità

SANTA FIORA – Il Comune di Santa Fiora ha chiesto al Governo, per il tramite dell’assessorato all’agricoltura della Regione Toscana, la dichiarazione dello stato di calamità per i danni provocati dalla mosca olearia e dalla lebbra dell’olivo e quindi di prevedere misure di sostegno alle imprese del settore che sopportano danni ingentissimi. Con la delibera n° 10 della Giunta Comunale del 5 febbraio è stata approvata la richiesta di stato di calamità. Con la stessa delibera il Comune richiede anche l’attivazione, tramite ARTEA, di un sistema di monitoraggio e di informazione capace di prevenire e di informare le aziende e gli olivicoltori circa le temporalità dei trattamenti da effettuare per combattere tempestivamente i parassiti dell’olivo in annate critiche come questa con metodi innovativi e di lotta guidata e quindi limitando, il più possibile, l’utilizzo di agenti chimici e principi attivi.

Un’annata veramente disastrosa per i nostri prodotti tipici, dovuta essenzialmente al clima troppo umido e freddo durante i mesi primaverili ed estivi che ha consentito la proliferazione della mosca olearia, l’attacco della lebbra dell’ulivo e la mancata nascita dei funghi della nostra montagna, ovviamente uniti all’azione distruttrice del cinipide galligeno, colpevole di uno dei più disastrosi raccolti di castagne a memoria d’uomo.

Il raccolto delle olive ha visto un calo del 60-70% del prodotto, in alcuni casi gli olivi non hanno proprio fruttificato, in altri l’attacco della mosca era talmente intenso che non aveva senso raccogliere i frutti ormai infestati da bachi. L’iniziativa della Giunta è stata presa sentite le richieste d’intervento ed il supporto dato da parte degli operatori del settore e dalle principali associazioni di categoria del mondo agricolo (Cia, Coldiretti, Unione Provinciale Agricoltori, Associazione Città dell’Olio).

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