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Chirurgia robotica eccellenza internazionale. «Il futuro? Sempre a Grosseto»

di Lorenzo Falconi —

GROSSETO – Un ospite internazionale alla scuola di robotica dell’ospedale Misericordia. L’evento dal titolo “Meet the professor”, ha portato a Grosseto Young-Woo Kim, coreano di 49 anni che vanta una lunga esperienza internazionale in fatto di chirurgia mini-invasiva dello stomaco. Una visita d’eccellenza alla struttura per quello che è considerato una vero e proprio fiore all’occhiello della sanità maremmana. «La chirurgia mini-invasiva ha il vantaggio di migliorare la qualità della vita del paziente oncologico, provoca meno dolore e si ottiene un decorso migliore, oltreché più rapido – ha spiegato il medico coreano -. La tecnologia robotica sta avendo una grande diffusione grazie all’applicazione dei robot. E’ di recente introduzione ma in forte espansione, a Grosseto c’è una scuola per far crescere tutto questo».

«Grosseto ha tradizione di grande livello – ha dichiarato Paolo Bianchi, il nuovo direttore della chirurgia generale del Misericordia -. L’intuizione vincente della scuola fondata da Giulianotti è stata quella di credere nella mini-invasiva quando rappresentava il futuro, mentre adesso è il presente. Tutto questo significa fornire al paziente il miglior trattamento possibile. A questo c’è da aggiungere che il ruolo della didattica non è da sottovalutare, la prima scuola di robotica mondiale è rimasta libera. Sono contento e orgoglioso di dirigere questa unità operativa».

«La robotica attira l’attenzione di molti, basti pensare che nel 2014 ci sono stati circa 1400 interventi, un quarto dei quali in mini-invasiva – ha precisato Franca Martelli, direttore sanitario del Misericordia -. Più di 800 chirurghi provenienti da ogni parte del mondo si sono formati in questa scuola che è ormai una realtà consolidata e fonte di eccellenza per la nostra sanità». Numeri che allontanano anche uno spauracchio da sempre temuto per la comunità, ovvero che la robotica sia portata via da Grosseto in favore di altre realtà ospedaliere. «Non ci risulta niente di concreto – ha aggiunto Martelli -, fermo restando che l’attività didattica è separata dagli assetti organizzativi. Abbiamo la scuola e la difendiamo, qualcuno ce la invidia, ma non c’è timore di uno spostamento».

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