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Rischio idrogeologico, ecco il progetto dei 5 Stelle per le casse di espansione dell’Albegna

di Sabino Zuppa

ORBETELLO – Torna a riaprirsi il dibattito su sicurezza e rischio idrogeologico relativi al bacino del fiume Albegna, soprattutto dopo la comunicazione della Regione Toscana che il progetto riguardante le casse d’espansione di Campo Regio ha cominciato il suo iter di assoggettamento alla Via. Questa volta ad intervenire è l’ingegner Marco Martens, da anni attento ed interessato alle problematiche del territorio orbetellano come quella del passaggio dell’autostrada Tirrenica, che questa volta punta il dito su alcuni elementi contenuti nel progetto regionale, a suo dire modificabili e migliorabili. Lui del resto, da militante del Movimento 5 Stelle, chiede da tempo un dibattito pubblico in maniera che siano ascoltati i cittadini ed abitanti della piana dell’Albegna sulle questioni anche tecniche che riguardano le nuove casse di espansione che permetterebbero un’esondazione “sicura” del fiume in caso di piena.

Oltre a ciò, Martens aveva a suo tempo fatto delle proposte tecniche relative ad un suo progetto di cassa di espansione che, secondo lui, darebbero maggiori garanzie agli abitanti che vivono a rischio. Lui stesso riassume le differenze tra il progetto della Regione Toscana e quello da lui elaborato dopo tanti sopralluoghi nelle terre alluvionate: «Nel progetto Martens la principale area esondabile è il corridoio tra Aurelia e ferrovia, trasformabile in una oasi WWF, con la foce del canale scolmatore in zona Voltoncino (anziché in zona Delfini), dove la vecchia Aurelia faceva una ansa e dove c’è il cavalcavia dei campeggi – spiega l’ingegnere grillino – gli sfioratori in destra idraulica dovrebbero essere tre, con due nuovi ponti su Aurelia e Ferrovia. Nel progetto Martens è prevista la compatibilità sia con il progetto di variante della Aurelia che con il nuovo corpo stradale che diventerebbe parte integrante del sistema di protezione: la ferrovia risulterebbe protetta lato monte da un nuovo rilevato arginale che si trasformerebbe proprio in corridoio stradale, come l’esempio delle dighe in Olanda. Per questo, nel mio lavoro, le aree a monte della ferrovia sono coinvolte in minima parte rispetto al progetto della Regione Toscana. Il tutto – conclude Martens – a costo zero per il cittadino sin dal 21 gennaio 2013, la data in cui avevo già terminato il mio lavoro cercando di mostrarlo a chi di dovere».

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