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Donatori di sangue in calo, Avis lancia l’appello: «Azione necessaria per la vita»

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di Lorenzo Falconi —

GROSSETO – Sono numeri in calo quelli della provincia di Grosseto in relazione alla donazione di sangue. Nel rendiconto presentato da Avis, come bilancio del 2014, emerge una preoccupante tendenza: sono 527 i donatori in meno rispetto al 2013, con -4,02% di presenze. Un dato che fa emergere la preoccupazione anche in questo inizio di 2015, in cui il “Meteo del Sangue”, consultabile anche sulla prima pagina de IlGiunco.net, segnala troppe situazioni a rischio. Un dato, quello del calo di donazioni che va analizzato comune per comune, ma intanto una spiegazione alla tendenza generale, i vertici di Avis se la sono data. «Il periodo generale di crisi economica e sociale certamente non aiuta – spiega il presidente provinciale Carlo Sestini -. In questo periodo storico di ristrettezze e difficoltà, si pensa più a se stessi che agli altri. A questo c’è da aggiungere una minore disponibilità da parte dei datori di lavoro a concedere il permesso per la donazione. Occorre sensibilizzare di più».

Intanto a livello regionale però, Grosseto non è più la terza provincia in fatto di donazioni, perché secondo i dati del 2014 viene scavalcato da Massa Carrara, che si colloca alle spalle di Livorno e Arezzo. In provincia, invece, ci sono alcune eccellenze come il paese di Roccatederighi che ha incrementato di 50 donatori, con una percentuale di crescita di +106,38%. Bene anche Sorano che, malgrado l’ostacolo di poter donare solo una volta al mese, ottiene 37 donatori in più con una crescita del 18,32% rispetto al 2013. Flessioni si riscontrano invece a Follonica con il -15,4%, dovuto principalmente alla disponibilità del centro trasfusionale, utilizzabile solo tre giorni alla settimana. Nel caso della città del golfo Avis sta spingendo perché l’Asl metta a disposizione anche un quarto giorno per le donazioni. Flessione anche a Manciano, per motivi molti simili a quelli di Follonica, dove si registra un -11,09%. A Grosseto, invece, la flessione è più contenuta, con un -6,82% che comunque sta a significare 281 donatori in meno.

«E’ opportuno ringraziare tutti coloro che hanno lavorato con noi nelle scuole per creare nuovi donatori. Al di là dei numeri un po’ in calo, restiamo ottimisti per il futuro – spiega il presidente comunale Erminio Ercolani -. Questo anche grazie all’apporto delle forze armate. Se non fosse stato per loro, il dato avrebbe subito maggiori ripercussioni». Tiene, infine, la donazione di plasma che non fa registrare flessioni e si conferma sugli stessi dati del 2013: «E’ importante non abbandonare la donazione di sangue – conclude Sestini -, anche perché le malattie non vanno in ferie e non sono disoccupate, anzi, sono sempre di più. L’uso della risorsa sangue è importante per salvare le vite, per il sociale e anche per l’economia. Si stima che grazie al sistema delle donazioni siano stati risparmiati circa 1 milione e 200mila euro dal comparto sanitario».

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