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Imu agricola: chi è soddisfatto e chi si sente beffato. I commenti di associazioni e politica

GROSSETO – Fa ancora discutere l’Imu sui terreni agricoli. Tra chi è soddisfatto e chi invece si sente “beffato” non si ferma la polemica all’interno dei comuni e delle forze politiche.

«Sono stati rivisti anche per il 2014 i criteri individuati per la delimitazione dei terreni agricoli con l’esenzione per tutti nei comuni montani e a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, o a chi a loro affitta, in quelli parzialmente montani» afferma Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto in seguito all’esito positivo del Consiglio dei Ministri straordinario sull’Imu agricola montana, che ha fissato nuovi criteri per il pagamento con esenzione totale per 3456 comuni (prima erano 1498) e parziale per 655 comuni». «Finalmente – commenta Francesco Viaggi, presidente di Coldiretti Grosseto – da parte del Governo è stata dimostrata sensibilità nei confronti di quanti vivono e lavorano nelle aree di montagna dove svolgono un ruolo di presidio del territorio insostituibile per l’intera collettività».

«La riclassificazione dei Comuni montani ai fini del pagamento dell’Imu agricola è una buona notizia prima di tutto per chi avrebbe dovuto pagare un’imposta ingiustificata da un lato e sbagliata dall’altro – affermano carla Benocci e Pierandrea vanni, sindaco e vicesindaco di Sorano -. Stavolta le proteste particolarmente decise dei Comuni interessati e la loro mobilitazione attraverso Anci e Uncem e le iniziative di  organizzazioni sindacali agricole sono state ascoltate. A dimostrazione che i Comuni non accettano supinamente i provvedimenti del governo ritenuti in contrasto con gli interessi e i cittadini e delle attività economiche e sono capaci di confrontarsi seriamente e con decisione».

Per il comune di Orbetello la norma è invece “una beffa doppia” i nuovi criteri afferma il sindaco Monica Paffetti «escludono i terreni orbetellani, compresi quelli alluvionati, da qualsiasi tipo di esenzione. La scelta di questi criteri porta una situazione paradossale per il nostro territorio: basti pensare che ci sono, adesso, dei terreni confinanti che hanno subìto l’alluvione del 2012, alcuni dei quali sono esenti, perché ricadenti sotto Manciano, e altri no. Utilizzare un confine tracciato sulla carta significa, oggi sempre di più, essere miopi. A maggior ragione in questa parte di Maremma che ancora soffre pesantemente i danni dell’alluvione».

«Riteniamo la toppa di gran lunga peggiore del buco – affermano Fabrizio Rossi e Luca Minucci di Fratelli d’Italia Alleanza nazionale -, difatti, oltre a creare ulteriore disuguaglianza tra i contribuenti, i nostri governanti si sono ancora dimenticati di tutti quei comuni duramente colpiti dalle alluvioni negli ultimi due anni come ad esempio quelli di Orbetello, Capalbio e Magliano in Toscana che si troveranno a pagare a febbraio regolarmente. Sosteniamo le iniziative delle associazioni di categoria in particolare quelle dei rappresentanti dei nostri territori, che con convinzione stanno affrontando una battaglia di giustizia contro le scellerate politiche del governo Renzi e dei precedenti governi tecnici, che nessuno ha votato. Siamo realmente preoccupati per le ricadute negative in termini occupazionali che l’ulteriore balzello potrà avere anche nel nostro territorio».

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