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La trota di Santa Fiora: si rinnova il legame tra l’Amiata e questa specie

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SANTA FIORA – Riparte la stagione riproduttiva dei salmonidi e inizia l’attività dei biologi alla Peschiera di Santa Fiora per la riproduzione della trota macrostigma. Domenica 25 gennaio e domenica 1 febbraio  sarà possibile assistere alla fase di cattura e riproduzione proprio in Peschiera, grazie alla volontà del Comune di Santa Fiora di far conoscere questo importante progetto ai cittadini. Il Parco della Peschiera sarà normalmente aperto al pubblico e le attività saranno visibili da vicino, con la possibilità di chiedere spiegazioni ai biologi. Per le scuole della provincia è prevista l’organizzazione con l’associazione Minatori per il Museo, di escursioni alla Peschiera e in Paese, compresa la Galleria Nuova dell’Acquedotto,  e lezioni propedeutiche in classe, preparatorie alla visita all’incubatoio.

“Ormai è il terzo anno che si ripete questa esperienza di didattica ambientale  – spiega Davide Franceschelli, consigliere comunale con delega all’Ambiente e alla Forestazione – e il successo dell’iniziativa è indubbio: lo scorso anno, nei mesi primaverili, abbiamo avuto mille alunni in visita a Santa Fiora per la riproduzione della trota macrostigma, a testimonianza dell’importanza di questa attività non solo per la tutela del nostro ambiente fluviale, ma anche per l’arricchimento culturale dei ragazzi.”

“La trota macrostigma – continua Franceschelli-  era presente nei fiumi di montagna fino agli anni cinquanta, poi è scomparsa in seguito dell’introduzione di specie nord europee e americane come la trota ario e l’iridea, preferite per i ripopolamenti dei corsi d’acqua. Queste specie sono entrate in competizione con la macrostigma. Il progetto attivo a Santa Fiora prevede l’allevamento e il rilascio degli avannotti (piccoli di trota), nell’ambiente protetto dell’Alto corso del Fiume Fiora e nei suoi affluenti per ristabilirne l’originaria biodiversità”.

Oltre al Comune di Santa Fiora il progetto è curato dalla Provincia di Grosseto, dalle associazioni Libera Pesca e  Minatori per il Museo e si avvale della collaborazione di Armando Piccinini docente dell’Università di Parma, spin off Accademico Gentech, che con l’ausilio di Letizia Barsellini segue le attività di incubatoio; la riproduzione, l’allevamento. Il rilascio nel fiume, fino al monitoraggio finale dei corsi d’acqua. Ogni anno vengono prodotti circa 50 mila avannotti dall’incubatoio di valle della Peschiera, parte dei quali vengono liberati nel Fiora. Una parte viene invece impiegata per sostituire i vecchi riproduttori. Il progetto sta dando già dei risultati: la popolazione di trota macrostigma risulta in costante aumento nell’alto corso del Fiora,  sito di interesse comunitario.

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