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Turismo, senza più Provincia «Servono accordi collettivi tra Comuni»

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di Sabino Zuppa

GROSSETO – Saranno i Comuni a doversi rimboccare le maniche per la nuova attività di promozione turistica della Maremma e per riuscire a tirar fuori dalle sabbie mobili un settore che ha visto nel 2014 un calo vistoso della presenza dei turisti. Dopo la nuova riorganizzazione delle Province, ed in attesa dell’entrata in vigore della nuova legge regionale sulla riorganizzazione delle competenze, la certezza sarà che l’unica cosa che potrà essere fatta dalla Provincia di Grosseto sarà la fornitura delle statistiche sui flussi locali dei clienti delle strutture del settore.

Lo conferma proprio Emilio Bonifazi, presidente della Provincia cui rimarranno probabilmente le sole competenze di edilizia scolastica e viabilità: «I tagli drastici operati nei confronti delle Province non consentiranno più nessun tipo di assistenza al turismo, all’infuori delle statistiche – dice lui – e la nuova legge regionale dovrebbe spostare le competenze sul turismo direttamente ai Comuni. Una situazione che, anche come sindaco, capisco che non sarà semplice da attuare anche perché credo che mancherà una indispensabile attività di regia che, secondo me, dovrebbe essere svolta addirittura da un Ministero del Turismo. Il nostro paese, infatti, è ultimamente passato da essere il primo della lista delle mete turistiche mondiali alla quinta posizione, dietro Stati Uniti e Cina e questo, sicuramente, non è avvenuto per caso».

«E l’unica possibilità del momento sarà quella di accordi collettivi dei Comuni riguardo a progetti di promozione turistica legati alle tantissime eccellenze dei territori. Faccio un esempio – prosegue Bonifazi – è nato un accordo di cooperazione riguardante la civiltà degli Etruschi da portare come attività di promozione al prossimo Expo 2015. Un progetto che unisce varie realtà che travalicano anche i confini provinciali ma che unite possono provare a promuovere i loro territori cercando magari di conglobare anche verso questa parte di Toscana quel gran flusso di visitatori che si attende per quella grande manifestazione. In pratica tutti dovranno fare di necessità virtù, – conclude lui – con accordi che potranno riguardare l’agro-alimentare, la portualità, la cantieristica, la gastronomia e tutte quegli altri punti di forza di cui può avvalersi la Maremma. Non sarà cosa facile, ma i nuovi indirizzi, che probabilmente lasceranno anche dei vuoti normativi, non lasciano altra scelta ad amministratori ed imprenditori del settore turistico».

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